Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; MOSTRE
anno
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1951
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pagina
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444
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444
Luciano Laurenzi
sterna clic collima col vecchio criterio di ordinamento dei musei archeologici, ora largamente, superato e sostituito dai criteri storico e topografico.
Il sistema tipologico ingenera monotonia e non ha effetto illustrativo sul visitatore, il quale, perché possa farsi un'idea chiara dello svolgimento dei fatti, va aiutato e messo in condizione di ricostruire nella sua mente situazioni ed ambienti, solo vagamente presenti al suo spirito.
Per far ciò occorre riunire sezione per sezione (una per ogni episodio o personaggio da illustrare') i materiali eterogenei che si riferiscono ad un determinato ambiente, ad un determinato episodio, situazione o personaggio ed illustrarli mediante didascalie generali per ogni gruppo di oggetti e particolari per ogni oggetto singolo.
Un paio di esempi tolti dalla mostra della Repubblica Romana bastano a dimostrare la necessità di tenere riuniti i vari materiali relativi ad una data vicenda storica perchè ogni oggetto singolo esce dalla vicinanza degli altri pia. ricco di forza evocativa. All'assedio di Bologna da parte degli austriaci (8-15 maggio 1849) era dedicata una sezione della mostra della Repubblica Romana, .preceduta da una succinta didascalia di ordine generale che serviva ad introdurre il visitatore nella comprensione della documentazione esposta. Un panorama coevo della citta, ì bollettini militari usciti giorno per giorno, i proclami delle autorità una veduta della chiesa di San Salvatore, colpita dalle artiglierie nemiche e i resti dei proiettili che la colpirono, le alabarde di cui si armarono i popolani, i ritratti dei magistrati e dei combattenti, quelli del Cardinale Arciv. Opizzoni, di Mons. Bedani Commissario straordinario Pontificio, del generale austriaco Gorzkowski riportavano alle tragiche ore dell'assedio e della capitolazione. E il sentimento di commozione era aumentato dalla presenza, al centro della sezione, dei documenti e cimeli relativi all'eroe di quell'assedio, il vecchio colonnello napoleonico Cesare Boldrini (un bozzetto plastico del Golfarelli con Boldrini insultato dalla folla, una rarissima litografìa a colori con la scena della morte, tre ritratti e le preziose reliquie dell'eroe: la divisa e i fazzoletti ancora macchiati del suo sangue).
Se l'ordinatore avesse diviso tutti questi cimeli per categoria oppure se si fosse usato l'altro criterio espositivo di dividere la materia in fatti e figure si sarebbe avuto un risultato assai inferiore e sia il fatto sia i personaggi sarebbero usciti scarsamente valorizzati.
Lo stesso si può dire a proposito del secondo esempio che riguarda Carlo Berti Pichat bolognese, combattente nel 1848 e poi preside della provincia di Bologna, nei primi mesi del 1849. Nella difesa di Roma egli comandò la Legione bolognese, che il 15 giugno respinse un violento attacco francese sulla collina dei Parioli. Il Berti Pichat che combatteva valorosamente in prima linea fu salvato da sicura morte dal tenente Francesco Sforza che per il suo eroismo fu promosso capitano e premiato con una spada d'onore. Alla mostra del 1949 si trovarono riuniti il brevetto della nomina a capitano con la menzione del dono della spada, la spada stessa e una litografìa a colori del tempo raffigurante lo scontro dei Parioli. Sarebbe stato difficile desiderare una documentazione più. chiara ed efficace.
Nella mostra dedicata o Ugo Bassi fu seguito lo stesso metodo narrativo e si è cercato, confortati dalla liberalità di enti e di privati, di radunare il più possibile di documenti e di cimeli riguardanti il Martire, raggiungendo un'evidenza descrittiva ben apprezzata dal pubblica, il quale ha ammirato per la prima volta rarissimi cimeli che finora o non avevano mai lasciato le città che li conservano o