Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; MOSTRE
anno
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1951
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pagina
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445
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Le mostre storiche bolognesi nel centenario del 1848 e 1849 445
erano ri ni usti a disposizione dei soli studiosi, nelle biblioteche e negli archivi bolognesi.
La vita dell'eroico barnabita, narrata passo per passo dalle didascalie generali ed illustrala da documenti, cimeli, quadri e scultore, si svolgeva lungo le pareti della sala come sulle pagine di un librò e terminava nell'apoteosi che seguì al suo martirio. Molti cimeli e preziose reliquie furono collocati in piccole bacheche lungo le pareti, in corrispondenza della documentazione sovrastante, mentre una raccolta di cimeli bibliografici ed archivistici era stata sistemata in una vetrina isolata, al centro della sala. Così furono soddisfatte sia le esigenze del grande pubblico, sia quelle degli studiosi.
Alcune osservazioni conclusive.
Le mostre furono realizzate con una spesa minima, per la scarsezza dei mezzi finanziari a disposizione, sicché non ci si potè valere della ricchezza di possibilità tecniche offerte dalla moderna architettura d'ambiente. Furono mostre sobrie in cui non apparvero i tramezzi in legno compensato dipinto, che creano passaggi obbligati per i quali il visitatore è come condotto per mano, le vetrinette ricavate nei tramezzi stessi, le chiare e razionali bacheche a illumi zione interna, le lampade elettriche per speciali effetti di luce, gli ingrandimenti fotografici e fotomontaggi e tutti gli altri accorgimenti che variano piacevolmente le superfici parietali e valorizzano sensibilmente gli stessi oggetti.
L'arredamento fu costituito da semplici pareti divisorie mobili e da vetrine e bacheche esistenti presso il Museo del Risorgimento, in una sala di non grandi dimensioni senza nobiltà architettonica.
Il difetto di eleganza e di funzionalità dell'arredamento non andò a detrimento della razionalità della distribuzione della materia per il raggiungimento dei fini narrativi, di cui s'è detto, se non che per conciliare l'esigenza della successione logica e cronologica dei fatti con l'effetto decorativo nell'esposizione degli oggetti fu necessario superare molte più difficoltà di quanto sarebbe occorso se i mezzi finanziari e tecnici non fossero stati così esigui. Ma appunto per ciò le Mostre bolognesi offrono un utile insegnamento: esse hanno dimostrato che un ordinatore, fornito di sensibilità e di cultura, può suscitare l'interesse per ì fatti storici in un vasto pubblico anche con una dotazione povera. È un insegnamento che sì addita a tutti i direttori di Musei del Risorgimento perchè siano indotti ad allestire mostre parziali di avvenimenti e figure, di sicura efficacia didattica ed educativa.
LUCIAMO LAURENZI