Rassegna storica del Risorgimento
CAVEDALIS GIOVANNI BATTISTA
anno
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1951
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pagina
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446
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DEL TRIUMVIRO GIO. BATT. CAVEDALIS E DE' SUOI COMMENTARI PELLA STORIA DELLA GUERRA
DEGLI ANNI 1848-1849
Dello spilimberghcse Gio. Battista Cavedalis triumviro e Ministro della guerra ut Venezia durante l'epopea del 1848-1849 ebbi a trattare con sufficiente ampiezza al XV Congresso tenuto dal nostro Istituto in Macerata nel settembre del 192? ed indirettamente, nei congressi di Venezia del 1936 e di Torino nel 1938:J) ma il grande interesse dell'argomento e la singolare figura del patriotta friulano (personaggio indubbiamente di primo piano nel quadro degli avvenimenti veneti di cent'anni fa)T merita che venga sempre meglio illustrata alla purtroppo labile memoria degl'Italiani, facili per natura alle improvvise esaltazioni, ma non meno proclivi a rapidi e colpevoli oblìi.
Ricordarlo, poi, in Trieste ove egli visse vari anni ed operò durante il periodo del suo melanconico ed operoso tramonto, mi pare buona e doverosa opera, anche perchè egli amò di non tiepido affetto questa bella città che vide attiva ed opulento ed un secolo fa chiamò (notate!) romanamente Tergeste perchè, siccome egli sentì e scrìsse, sebbene essa sia antica città in cui i classici ruderi ricoprano adesso edifici di foggia settentrionale non riesce tuttavia difficile vedere come, fra la sua varia ed industriosa popolazione, emerga il tipo latino tanto più che qui, fra le molte credenze tollerate, pura ed intera prevale quella di Roma: 2) verace e pieno riconoscimento (se mai ce ne fosse bisogno) dell'italianità della citta di S. Giusto e della patria di Rossetti.
Valente ingegnere civile, la rivoluzione del 1848 trovò G. Battista Cavedalis Direttore dei lavori ferroviari della linea Lubiana-Vienna e rappresentante della Società Triestina assuntrice dei predetti lavori con l'annua retribuzione di ben 36 mila corone: lautissimo emolumento in relazione agli stipendi ed alle esigenze di vita del tempo e sufficiente di per sé solo a dimostrare in quale alta considerazione fosse tenuta la valentia professionale- del bravo spilimbergkese. Malgrado ciò egli (dal 16 marzo 1848 in poi), nell'imminenza della rivoluzione italiana, lascia all'istante le ordinarie e ben retribuite occupazioni e rientra nel Friuli natio ove, trascinato dagli eventi oltreché dall'universale e prorompente entusiasmo antiaustriaco, coopera come meglio sa e può a quel poco fortunato movimento rivoluzionario.
Ricordate?
Iniziatosi a metà marzo del 1848 la rivolta nazionale a Udine, Venezia, Milano con si felice successo, doveva la medesima concludersi nel mesto pomeriggio del 22 ago-
*) Cfr.: Un Triumviro dimenticatoi il Generale Giambattista Cavedalis spilim-berghese (1794-1858), Cingoli, Luchcttj, 1928; Sei lettere inedite di Nicolò Tommaseo (a G.B. Cavedalis) - Corriere delle Maestre (anno XXVII, n. 31: 1 giugno 1924); La bandiera della Legione Friulana alla difesa di Venezia del 1848-49 (XXIV Congresso Istit. Stor. del Risor. It.), Bologna, Azzoguidi, 1940; L'esilio piemontese dél-VAreipr. Doti, Don Agostino Casati (1849-1857): comunicazione presentata al XXVI Congr. del R. Istit. per la Storia del Risorg. It. (Torino, aett. 1938); A. LESTEB, Il caso Cavedalis, in Archivio Veneto, voli. XUI-XLIII (1948).
2) G. B. CAVEDALIS, Commentari, con introduzione e note di VINCENZO MARCHESI, Udine, Doretti (1928-1929); U, p. 425.