Rassegna storica del Risorgimento
CAVEDALIS GIOVANNI BATTISTA
anno
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1951
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pagina
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447
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Del triumviro Gio. Batt. Cavedalis e de9 suoi, ecc. 447
sto dell'anno dopo (1849) allorché firmata la resa a Villa Papadopoli a Marocco in quel di Mestre l'eroica regina della laguna, stremata dal colera e dalla fame, era costretta a darsi vinta.
Cavedalis, ch'era stato organizzatore sapiente e mente direttiva di quella eroica difesa, era ora là (col preciso mandato dell'Assemblea Veneta e di Manin) tra i firmatari di quella dolorosa eppur inevitabile capitolazione il cui angoscioso ricordo si stampò amaro e cocente nel cuore di ogni nobile italiano insieme ai patetici versi della popolarissima elegia:
Passa una gondola
della città:
Ehi! della gondola
qual novità?
Il morbo infuria,
il pan. ci manca,
sul ponte sventola
bandiera bianca! .
Parve, tuttavia, generalmente duro conoscere che la Suprema Autorità Militare del governo dittatoriale, figurasse tra i firmatari dell'ostica resa, mentre non si trovava ahi! annoverata fra i quaranta esclusi dalla generale amnistia politica concessa in virtù stessa della convenzione militare in quel di stipulata fra i legali rappresentanti del Governo Repubblicano ed il Comando Militare Austro-Ungarico. l)
È risaputo, e chiaramente dimostrato del resto, che, quella gloriosa lista di proscrizione, se pur comprendeva (e non poteva esser altrimenti) nomi nobilissimi di pa-triotti che non senza ragionevole motivo il governo austriaco stimava prudente allontanare per sempre dallo Stato perchè sicuro pericolo alla tranquillità pubblica ed alla normalità del paterno governo che colla forza delle armi erasi voluto ad ogni costo ristabilire, elencava benanche nominativi di personaggi di secondarissimo ordine che non meritavano davvero l'onore di cosi segnalata distinzione; il che non può spiegarsi che col ritenere il documento opera di frettolosa compilazione e steso, direi quasi, a tamburo battente nel primo entusiasmo della conseguita vittoria e sottoscritta resa: gioia apertamente e lealmente manifestata con legittima soddisfa-zione, dal rude, ma non ipocrita animo di soidataccio da quello stesso Generale Gorzkow-sky che si era di fresco lasciato sfuggire di mano l'audace Garibaldi, ma aveva voluto vendicare l'onta del X Agosto bolognese condannando a morte il generoso e pio Padre Ugo Bassi ed il suo compagno di gloria e di martirio Giovanni Livraghi.
Concordati i patti della resa e stese le copie conformi del trattato, il Generale s'era, infatti, alzato dal tavolo dicendo ai plenipotenziari veneti, siccome il Cavedalis ce ne fa buona testimonianza: Ora tutto è finito. Mi compiaccio. Vi siete battuti bene. Andiamo a vuotar una bottiglia. Apprezzar devosi il valore anche fra i nemici :2) par-
i) Vedi a questo proposito tutta la non ricca bibliografia cavedalisiana ed in particolare: G. FAWTONI, 1 fasti dèlta Guardia Nazionale dei Veneto negli anni 1848-49: memorie storiche. Parte IT, Venezia, Grimaldo, 1870; V. MARCHESI, G.S. Cavedàlù, in Atti Acead. di Udine, IV S, voi. I (1910-1911); G. CAPPELLO, II Generale Càveàalit, in La Panarie. Udine, 1927 e pp. 437-438, voi. II della poco oltre citata opera di N. TOMMASEO.
2) G. B. CAVEDALIS, Commentari cit.Y par. 221 (minuto) e nell'edizione stampa cit. voi. II, p. 400.