Rassegna storica del Risorgimento
CAVEDALIS GIOVANNI BATTISTA
anno
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1951
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pagina
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449
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Del triumviro Gio. Bau. Cavedalis e de1 suoi, ecc. 4A9
astenersi da particolari citazioni nominative talvolta appena indicate dall'iniziale del cognome. È mancato, insomma, alle memorie di guerra del Cavedalis, quella diligente e sapiente illustrazione che il Prunas dedicò (ad esempio) alla Venezia negli anni 1848-49 del Tommaseo scritto che, se supera per merito letterario la storta del Cavedalis, non lo vince, peraltro, nella varietà, nell'ampiezza e, soprattutto, nella selenita del racconto degli avvenimenti di quel fortunoso periodo di vita italiana in generale e veneta in particolare*)
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Quando, come e perchè il Cavedalis s'accingesse a scrivere i Commentari nella tristezza del confino spilimberghese egli in parte lo narra al termine del suo lavoro (par. 227): desiderio di contribuire (quanto per lui si poteva) alla esatta conoscenza dei patri avvenimenti, debito d'onore e di gratitudine verso ohi alla Patria aveva generosamente sacrificato l'avvenire e la vita, utile ammaestramento per le crescenti generazioni italiane che avrebbero dovuto, con miglior fortuna, riprendere la spenta fiaccola della patria unità e, finalmente umano desiderio di porre nella giusta luce la sua personalità di combattente e di uomo politico italiano, con poca generosità obliata e perfino vilipesa da pochi ma irriducibili e potenti avversari politici cui ora (dalla Ubera terra d'esilio), con scarso senso di umana comprensione, s'accanivano a mettere in dubbio l'onorabilità di chirelegato in terra schiava era pressocchè nell'impossibilità di far sentire la sua voce per difendersi dalla taccia di venduto o di abile sfruttatore, dell'ormai proverbiale doppio gioco, frase tutta moderna e di ben chiara efficacia, ma significante una subdola attività vecchia quant'è vecchio il mondo. 2) C'è, a questo proposito, fra i carteggi cavedalisiani doBfArchivio di Stato di Venezia (là dove è conservata la documentazione e l'autografo dei surriferiti Commentari) un foglietto di pugno del Generale con su scritti in certi indecifrabili appunti fino ad oggi pressoché passati inosservati allo stesso dotto e compianto Prof. Augusto Lizier che, rifacendosi di recente sulle indicazioni fornite dai miei lavori, a tutto suo agio e con grande diligenza, ha consultate queste preziose carte d'archivio per trarne l'accurato se non definitivo, lavoro intorno al Caso Cavedalis edito nei 1948, fra le pagine dello storico Archivio Veneto. Quel pro-memoria dice testualmente:
Memorie storiche sulla guerra del Veneto da stendersi e da riformarsi in modo che. pubblicarsi volendo, si possano sotto la censura più severa.
Nei giorni posteriori alla resa di Venezia, cioè 27, 28 agosto 1849 il T.M. Cav. Hess Quartier Mastro Generale d'Armata, mi fece riportare che calcolavasi molto sui miei diportamenti e sul mio esempio per la tranquillità e sommessione de' veneti paesi dei cui abitanti in generale conosceva già l'avversione al dominio austriaco. Io promisi che mi sarei condotto sempre da uomo d'onore. Inoltre mi si fece osservare che, attesa la posizione in cui mi trovai durante tutto il periodo della rivoluzione e della guerra, ninno meglio di me in grado sarebbe di scrivere delle Memorie se non vera storia degli avvenimenti passati e specialmente sull'assedio di Venezia. Ciò mi
!) N. TOMMASEO, Vanesia negli anni 1848 e 1849, a cura di PAOLO PHUNAS, voi. Iy Firenze, Sansoni* 1931; voi. Il a cura di GIOVANNI GAMBARIN, ivi, 1950.
2) Vedile opere di CAIU.0 PJSACANB, Guerra combattuta iti Italia itegli anni 1848-1849 (Genova, Pavesi, 1851) e di C. A. VECCHI, La Italia; storia di due anni 1848-49,-Torino, 1851, oltre i libelli e la poco nobile polemica giornalistica aperta dalla Concordia-e dall' Opinione di Torino, come può vedersinelle cìt. opere di.G.-FANKONi e di A. LIZIEB.