Rassegna storica del Risorgimento
CAVEDALIS GIOVANNI BATTISTA
anno
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1951
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pagina
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450
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450
Enrico Liburdi
venne detto in suo nome dal Col. dello Stato Maggiore Cav. Korber che pare interes-savasi di scrivere di tale argomento dal F. M. Hess,
Per tal scopo mi si lasciarono carte, documenti, giornali e dallo stesso Korbcr Imi verniero} somministrati in più riprese al tempo dell'armistizio [a mano a mano} che richiesta ne feci.
Alcuni mesi dopo il Generale Landwehr in Udine mi eccitava di nuovo a scrivere ed insisteva anzi perche mi recassi a Gorizia onde intrattenermi col detto Col. Korber che colà trovavasi, che possedeva già gli atti del mio ministero e che anzi mi attendeva. Lo stesso Generale, essendo venuto appositamente a Spilimbergo nel giorno..., mi ripeteva lo stesso eccitamento in presenza del Capitano Luij e dell*Aiutante. Al medesimo diedi un brano della storia che si riferisce alla sortita di barche del giorno.. ch'ei mi richiese nella quale egli ed io abbiamo parte.
Recatomi a "Vienna nel maggio 1852 per affari della Società della strada di ferro, ebbi occasione di presentarmi al T.M. Gen. Hess e di parlar nuovamente col Col. Korber ripetutamente. Il primo ini confermò nel divìsamento di scrivere sugli avvenimenti di guerra del Veneto di coi io solo sono al caso di rendere esatto conto, e col Col. Korber ebbi frequenti conferenze ed ei mi rese ostensibile il manoscritto dell'opera da esso compilata per uso dello Stato Maggiore che stampa vasi, ma che non sarebbesi pubblicata. Di tal opera poi, in via di eccezione, con biglietto del Col. Korber in nome del T. M. Gen. Hess me ne vennero spediti in Trieste i due fascicoli che si riferiscono alla guerra del Veneto onde poter valermene per completare la storia specialmente della difesa di Venezia di cui non si avevano adeguate conoscenze malgrado [cftej nella compilazione delle memorie per lo Stato Maggiore ai desiderasse quasi soltanto l'attacco . *)
Documento, questo, di non poca importanza per una più profonda conoscenza di posteriori contatti e relazioni del Cavedalis con le dominanti Autorità austriache ed utile a fax conoscere come, dopo tutto, il rigido confino coatto a Spilimbergo, nei primi anni della restaurazione, fu almeno mitigato da atti di rispettosa considerazione da parte del vincitore in grazia dei suoi talenti professionali e per la stessa onorabilità di leale combattente dal carattere sdegnoso ognora rifuggente dalla facile, popolarità e dalle settarie macchinazioni. Gol trascorrere, poi, degli anni quel precetto politico fu reso meno rigido mercè l'autorizzazione di poter muoversi nell'ambito dell'Impero Austriaco ed in ispecie delle provincie italiane del medesimo dominio, soltanto per motivi inerenti al suo esercizio professionale, salva ognora s'intende, la stretta vigilanza poliziesca a cui egli (finché visse) si trovò naturalmente assoggettato. Ecco, adunque, come fu possibile al Cavedalis riprendere in Trieste (dopo il 1850) la direzione della costruenda ferrovia che congiunge l'Istria al Friuli orientale per allacciarsi poi alla veneta linea di ferro ferdinandea, come allora dicevasi. 2) Ed proprio a quel periodo di ripresa di normale attività professionale del Cavedalis che risalgono, evidentemente gli accennati colloqui col Korber o coll'Hess che lo confermarono nell'idea di scrivere i Commentari di cui, in quegli anni, cominciò la stesura. Le vicende posteriori del manoscritto furono da me narrato nella comunicazione congressuale del 1927, nò mette qui conto ripeterle.
i) VENEZIA, Arch. di Stato: Atti del Governo Prowis. del 1848-49, Busto 388, fase. 2 (i puntini sognano le lacune del documento ed i corsivi fra parentesi le parole illeggibili o mancanti).
2) V. MARCHESI, Introduzione ai cit. CommentarU p- XXXIX.