Rassegna storica del Risorgimento
1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno
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1951
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pagina
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452
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I REPUBBLICANI NELLA CRISI 1898-1900
Nella crisi finale del secolo XIX,, che va dai moti del 1898 all'assassinio di Uni berto I, e all'assetto iniziale del secolo XX, il Partito repubblicano italiano occupa un posto a sé, caratteristico conte può esserlo uno dei più tipici periodi storici.
Esso sente il rumoreggiare dei tempi nuovi* si stringe appassionatamente al socialismo che tenta o pretende di rivelare il vero animo delle masse e le ineluttabili necessità sociali; si abbatte contro i governi reazionari, le imprese coloniali, le spese militari, secondo il diktat jàò ortodosso del sovversivismo dell1 epoca; ma si sente altresì tenacemente ancorato al Risorgimento Italiano, se ne proclama continuatore e rivendicatore; consulta continuamente, se non Mazzini, Alberto Mario.
Poi col secolo nuovo è come un'"improvvisa caduta che determina un risveglio. Il Partito repubblicano è un'altra cosa. Qui non giudichiamo, constatiamo. Anche quando l'intervento del 1915 farà tornare sull'Italia i cieli del Kisorgimento, tutto sarà più ampio, più universale, più aderente all'immenso spirito di un mondo nuovo. A dettare le leggi del dovere e del vivere civile sarà Mazzini, non più Mario: chi ricordò Mario? Chi lo ricorderebbe oggi? Ma dal 1870 al 1900 egli tenne scuola e cattedra.
L'atteggiamento del Partito repubblicano nei diversi periodi della nostra vita pubblica è rivelatore dello stato generale della coscienza nazionale più che altri non creda, anche se apparentemente il suo peso è poco. E forse il fenomeno dura tuttora, come potremmo esaminare se il fren dell'arte non ce lo impedisse.
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Né Benedetto Croce nella sua classica Storia d'Italia dal 1871 al 1915, né Gioacchino Volpe nel suo pur bellissimo L'Italia moderna dal 1815 al 1915, che ne costituisce il contraddittorio, hanno dato troppa importanza a questa funzione del partito repubblicano nella scala MercaHi del sentimento nazionale. Essi si sono polarizzati intorno al destino del partito liberale, alla sua evoluzione e funzione di matrice degli altri; i punti trigonometrici presi in esame sono, tutt'al più e da contrastanti visuali, il dannunzianesimo e il nazionalismo. Interessante, se mai, che il Volpe finisca per giudicare l'opera del Croce come l'Antirisorgimento. L'apporto concreto e duraturo dei due scrittori sta nell'interpretazione della storia come vita del pensiero e dello spirito; ma non è merito loro, è merito... della storia di casa nostra.
Il compito di un partito repubblicano in Italia sembrava lineare e logico.
Poiché il Risorgimento, che ora stato impostato sull'idea repubblicana, aveva fallito il ano scopo di rivoluzione politica, *) il partito repubblicano avrebbe dovuto raggiungerlo. E un programma che raramente sta scritto nelle tavole del tempo, ma è come il presupposto di un partito che si vantava erede del patrimonio mazziniano. Naturalmente tutto ciò avrebbe implicato innanzi tutto il rinnovamento religioso degli Italiani, la trasformazione del loro carattere superficiale e buontempone, il fon* darsi di una coscienza tradizionalista basata sulla consapevolezza dei valori spiri tu.ali
i) V. il breve e succoso volume di GIOVANNI SPADOLINI, Ritratto dell'Italia moderna, Firenze, Vallecchi, 1949.