Rassegna storica del Risorgimento

1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <455>
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/ repubblicani nella crisi 1898-1900 455
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Ma chi erano questi repubblicani? Diamone l'esempio in una casata, che, comò quella dei Cairoli, spiega il periodo del Risorgimento.
Il reazionario Vittorio Imbriani cor suo celebre libro Fame usurpate e i dodici Imbriaui tutti* cavalcano in testa olle grandi figure repubblicane di fine secolo, sulla seda luminosa del giovane Giorgio, caduto a Digione e immortalato latin sangue gen­tile dal Carducci.
Ma più illustre fra tutti, Matteo Renato occupa di sé l'ultimo ventennio dell'Otto­cento conio spirito del lontano congiunto Carlo Poe rio; politico, cospiratore, romantico, egli è veramente l'ultimo epigone del Risorgimento. Gli piaceva perfino la cospirazione che introdusse largamente nell'Associazione Italia Irredenta,l) il cui secondo articolo suonava così:
Precipuamente si occuperà, per il momento, di quelle terre che nelle condizioni presenti è necessità suprema ricondurre alla Madre comune e che la pienezza dei tempi promette e vuole riconquistare alla Patria; di quelle cioè che ancora occupa l'Austria e che noi sintetizziamo nel simbolo dei due sacri nomi: Trieste e Trento, ma è bene determinare per le regioni che cingono le Retiche e le Giulie, questi estremi lembi settentrionali ed orientali della catena alpina, vero ed eterno confine d'Italia .
Era cosi amato che quando tornava a Napoli dalle battaglie moutecitoriali. gli studenti si sostituivano al cavallo della carrozzella. Era cosi puro che tolse il saluto ad un deputato che gli era passato dinanzi a braccetto dell'amante.
Dopo il sacrificio di Oberdan, Imbriani aveva aperto una sottoscrizione per acqui­stare cento carabine, scrivendo un appello dal titolo ferro, piombo, non lacrime .
L'Austria stessa, però, sembrava voler aumentare il fuoco. Già nel 1879 l'addetto militare a Roma, colonnello Haymerle, aveva pubblicato un opuscolo Italicae Res d'insolente ammonimento all'esercito italiano: si diceva ispirato dall'Imperatore e da Bismarck. Si riproduceva cosi quell'atmosfera risorgimentale antiaustriaca che dura per tutto il secolo XIX e nella quale si trovavano a loro agio i repubblicani che rivive­vano un passato nel quale erano nati.
Veri cavalieri dell'ideale questi tipici repubblicani ImbrianiPoerio. Matteo Renato era divenuto repubblicano perchè baciato dall'angelo della morte. Lo racconta egli stesso: quando mi chinai a baciare la salma di Giorgio ero monarchico; mi alzai repubblicano .
Lo stesso stile che Giovanni Bovio userà dinanzi al feretro di Matteo Renato.
Naturalmente questi repubblicani non avvertivano neppure che l'irredentismo serviva egregiamente alla politica estera delle varie Potenze, specialmente della Francia. Poco male se i repubblicani avessero chiesto ai colleghi d'Oltralpe una contropartita. Ma quel che faceva hi sorella latina era senz'altro ben fatto E valga il vero.
Dal libro di Giovanni Mira, Una svolta decisiva della politica mondiale (1904-1906), -l risulta tutto il lavoro della Francia per tornare all'atmosfera del Risorgimento, dopo
') Aveva la sua sedo a Napoli in via Ghiaia ed aveva cominciato con hi presi­denza onoraria di Garibaldi, l'effettiva del gen. Avczznna, e un consiglio direttivo' composto da Bovio, Zuppe ti a. Federico Salomone, Michele Magnani, Agostino Casini, Ruberto Mìrabelli, e Pietro Pausili, Tesoriere: Antonio Gaetano di Laurenzano.
*) Milano, Mondadori, 1934.