Rassegna storica del Risorgimento

1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <456>
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Armando hodotini
In tremenda tensione empitili. La Francia dovette e quel lavoro, ohe fermò Ogni mobi­li lezione spagnola e ogni attacco dell'Imlia, e sì salvò nel 1914. Ma la neutralità indiana, prime, e l'alleanza dopo, hanno le loro origini dalla politica di Dclcassé che, mentre il mondo era inquieto per gravissimi avvenimenti internazionali (guerra boera, sommosse russe), riosci a togliere con gli accòrdi 19001902, ogni carattere aggressivo al rinnovamento della Triplice Alleanza. Fn questo il capolavoro dell'ambasciatore francese a Roma, Barrerei che preparava all'Italia vinta in Africa ed ancella della politica triplicista, la clamorosa soddisfazione della visita di Loubet al re d'Italia, la prima di un capo di mio Stato cattolico all'eversore del Potere temporale. Ma la Fran­cia viveva sotto l'incubo di un nuovo 1870. Ben lo rilevò il Dclcassé che paragonò il primo rifiuto di Loubet alla visita allo stesso errore che Napoleone HI commise nel 1870 ostinandosi a fare il difensore di Pio IX e del Potere temporale contro le aspira­zioni nazionali dell'Italia (Diario di Maurizio Paléologue, nel voi. su citato). Ritor­nava l'aria del Risorgimento, con le stesse posizioni mentali.
Fatto è che in Austria, iniziatosi nel 1878 con la marcia sulla BosniaErzegovina il mimetismo slavo, la politica del Governo, sempre in mano all'elemento tedesco, compie tra il 1880 e il 1900 quella che si convenne chiamare l' era della conciliazione benché la reazione dei liberali tedeschi fosse terribile. Pure sfociò in un partito medio, annientato da Tedeschi, Slavi e Italiani che valse a frenare la lega clericofeudale di cui erano lancie spezzate i giovani Cechi . La situazione si complicò conia scadenza, nel 1898, della legge fondamentale dell'Impero, il compromesso AustroUngarico e il cui rinnovamento, benché apparentemente di natura economico-finanziaria, na­scondeva seri urti politici dei quali Tedeschi e Slavi volevano profittare, gli uni per riprendere, gli altri per estendere il proprio primato. Per il paragrafo 14 della Costitu­zione (il Nothparagraph), l'Imperatore aveva in sostanza speciali personali poteri; ma il Parlamento vide unirsi Italiani e Liberaltedeschi in un'opposizione che durò -due anni e finì con la sua chiusura. La tempesta in Cisleitania si calmò poi nel trialismo tedescoungaroalavo; ma intanto riunì Tedeschi e Italiani gravemente minacciati di veder ridurre le proprie circoscrizioni amministrative a beneficio degli Slavi. E questo spieghi perchè, di contraccolpo, si quietassero le agitazioni irredentistiche in Italia e i repubblicani quasi le dimenticassero... finché al principio del secolo XX i fatti d'Innsbruck non vennero a suonare la diana dell'italianità offesa.
Ma ehi salvò la Monarchia degli Asburgo dal dissolvimento che avrebbe coronato le aspirazioni dei Repubblicani italiani e posto fine ad un ciclo apertosi col Risorgi­mento, fu il socialismo austriaco.
11 ventesimo secolo si affacciava gravido di pericoli interni per l'impero: le varie nazionalità che lo componevano si erano così accese di spirito di indipendenza da ren­dere quasi impossibile, per gli eccessi a cui i deputati si abbandonavano, il funziona­mento del regime parlamentare. La situazione andava aggravandosi. Senza la ces­sazione delle lotte intestine, l'impero era minacciato nelle fondamenta e avrebbe potuto in breve sfasciarsi. Si sarebbe così avverata la previsione del principe Rodolfo, confidata in una lettera al suo amico Moriz Szeps circa il prossimo sfacelo della vecchia e logora carcassa .
Ma in suo aiuto ecco giungere il movimento socialista austriaco a predicare alle tur­be la vanità di quelle lotte che ritardavano le conquiste economiche del proletariato, 'il quale non conosce nazionalità perchè i-padroni sono tutti eguali siano essi italiani, o slavi, o magiari, o tedeschi. Una politica immediatamente utilitaria doveva imporsi e prevalere su quella idealistica e sentimentale del principio di liberta e di nazionalità.