Rassegna storica del Risorgimento
1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
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I repubblicani mila crisi 1898-1900 459
sociali, ecc. Ma i repubblicani, non dimentichi dì Mazzini, pretendevano ad una specie di maggiorasco sui socialisti. In fondo, il seti tirsi storici li salvò dallo scomparire e dal creare un partito sociaixcpubblicano di pura marca francese e parlamentare.
I repubblicani, più. o meno consapevolmente, comprendevano nella loro storicità antisocialista la tradizione stessa della Destra storica e di Silvio Spaventa (1860-1876). Era stato, quello, il maggior periodo formativo del Paese, il periodo dell'acquisto di di Roma, della resurrezione dell'Esercito e della Marina, del rispetto e liberale alle libertà statutarie.
Questa faccenda delle libertà statutarie era nell'ultimo periodo del secolo, il porro unum.
La Sinistra storica (era detta storica la sinistra, contemporanea della Destra... ugualmente storica) aveva fatto della Costituente per lungo volgere d'anni un capo* saldo. Mazzini poco prima di morire (1871) aveva ribadito che nell'abdicazione dal principio costituente stava la cagione suprema delle condizioni morali che lamentiamo, e che minacciano di spegnere in culla la nuova vita del Paese . E Alberto Mario, che pure era così spesso preso a modello, aveva sostenuto che se si parlava di monarchia costituzionale era inevitabile parlare di costituzione costituente, ecc., tutte cose che non potevano essere comprese nello Statuto il quale, per di più, non aveva nulla a che fare con i plebisciti.
Questa era dunque la grande croce dei repubblicani che a mano a mano avevano ripiegato nell'insistere per le applicazioni più liberali del vecchio statuto. È un fenomeno cui abbiamo assistito anche ai di nostri: gli estremisti chiedere il rispetto della Costituzione, sia pure per espediente polemico; mentre i repubblicani d'allora dicevano le cose sinceramente.
Abbiam detto, e vedremo, che col sorgere del nuovo secolo, il repubblicanesimo cambia strada. Ma non ebbe alcuno a trarlo nell'alone sociale che gli avrebbe dato la palma del successo. Toccò, invece, ad un partito che pure si trasformò col secolo.
Giuseppe Toniolo nel suo pruno articolo sulla Rivista Internazionale di Scienze sociali, che è del settembre 1901, poneva in luce il grande fatto psicologico del secolo XIX... lo spuntare di una nuova coscienza di classe che alla materia bruta e informe del proletariato venne a dare uno spirito animatore e una virtù ricostnittiva prepara, trice della sua futura autonomia . L'Italia aveva un nuovo grande sociologo, il quale in quel memorabile articolo non esitò a citare le fratellanze artigiane di Mazzini e a rintracciare una coscienza di classe fin dal 1848, fortunosa elaborazione nelle società segrete, nei club operai, nelle società di mutuo soccorso . Il filone risorgimentale fu sopraffatto dal movimento socialista iniziato a Milano da Tura ti nel 1891 . Lo vide Toniolo; non se ne accorsero i repubblicani. Il Toniolo non esitò a immaginare la società italiana divisa per corporazioni identificate- nelle diverse classi, riconoscendo un diritto sociale di classe . Il proletariato non era ancora una classe, perchè questa sorge quando c'è una dignità di classe, solo mezzo per annodare relazioni armoniche con le classi superiori. I suoi risultati deriveranno però dallo spirito o dalle idee direttive finali sue, che può essere o socialista o cristiano . Ed introduceva nella vita politica italiana la formula della democrazia cristiana .
I repubblicani, senz'avvertire la marea montante, restavano fedeli al programma della vecchia sinistra e alla dottrina politica di Alberto -Mario che riempi di sé tutta la fine del sec. XIX. Il programma era stato esposto fin dal 1867 dalla Riforma a firma di Crispi, Berta ni, De Boni, Cairoti, Carcasrd ed era il seguente: Riforma dello Statuto - Senato elettivo - suffragio universale per i deputati-indennità ai deputati - nazione