Rassegna storica del Risorgimento
1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
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1951
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I repubblicani nella crisi 1898-1900 463
europee. Da mezzo secolo l'Italia lottava contro il precipitare dell'economia agricola: concorrenza dei granai balcanici russi, americani; lotta francese contro il vino italiano; frequenti cattivi raccolti, filossera nel Mezzogiorno, ecc. Improvvisa-mente l'emigrazione venne a rappresentare una valvola di salvezza. Ma da un Iato era la cupa masnada del Pascoli; dall'altro il diffondersi per il mondo di un tipo d'italiano che gli stranieri si ostinano a non dimenticare.
Questa situazione rende anche più ammirevole la ricostituzione economica, politica e morale che s'inizia col XX secolo. Ma non sempre i repubblicani se ne avvidero.
La tempesta economica era avvertila dagli osservatori meglio attrezzati. Sulla Nuova Antologia del 1 maggio Maggiorino Ferraris poteva scrivere: pochi giorni hanno bastato per presentare ai nostri occhi increduli uno spettacolo che ci pareva impossibile: lo sfacelo improvviso, in molte parti d'Italia, dell'immenso e pesante organismo dello Stato moderno .
Insomma una vera rivolta della fame che doveva disorientare i repubblicani. Un professore all'Università di Modena, allievo del Flora, il conservatoremonarchico Conigliani, che allora teneva cattedra, in un poderoso libro La riforma delie leggi sui tributi locali (Modena, 1898: ma prima dei tumulti) aveva scritto: Nei comuni si può, sotto l'egida delle leggi, col beneplacito dell'autorità tutoria, dare ascolto alle clientele locali, alle coalizioni di vergognosi interessi aggravando la mano sui più deboli contribuenti (pag. 7). In una requisitoria di 700 pagine dichiarava le classi dirigenti senza coscienza, senza freni, senza onestà (pag. 72). Nelle proposte riforme l'autore vedeva un mezzo per dare una buona volta il conforto dell'esempio alle masse da cui pretende [la classe dirigente] tanta rassegnazione .
Ma il Partito repubblicano non aveva alcuno che scrivesse libri di 700 pagine: Sì trastullava con la pura politica e si faceva sorprendere dalle-sommosse senza saperne profittare.
In Sicilia imperversava più che mai la mafia : anziché studiarne le cause, era nn buon pretesto per aumentare le rubriche delle colpe monarchiche. Ma simili associazioni di malfattori non mancavano neppure all'estero. In Gran Bretagna e Irlanda noli erano scomparsi: ancora alla fine del secolo i fanciulli bianchi il ribbonismo i molly-maguir . Da noi il fenomeno era particolarmente grave, però, perchè si mescolava al costume parlamentare e alla politica locale di rappresentanti del Governo e della stessa polizia.
La grande ubriacatura socialista dei fasci siciliani fu anche giustificata dalla speranza di redenzione da tale stato di autentica a obiezione, che pure sarebbe stata un'ottima piattaforma rivoluzionaria.
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Sul quadrante di Montecitorio passò il quarto d'ora di Pelloux.
Il Ministero Pelloux darò circa due anni. La Monarchia fu ancora una volta la protagonista del dramma ministeriale, anche se superficialmente il gioco fu condotto dal Parlamento e dai Partiti, Ma basta riandare al discorso del senatore Guarnieri (16 giugno 1900, giornale II Giorno) ohe avrebbe voluto inserire nello indirizzo di risposto al diaconia della Corona: Nell'ora in cui potessero essere in pericolo le istituzioni, U Senato d'Italia sarebbe al suo posto d'onore, a fianco del suo Re, per adempiere al suo alta ufficio dì vigile custode dello Statuto . Atmosfera di cavalleresca lealtà monarchico, da proclama di Moncnliori. Ben la intese il presidente del