Rassegna storica del Risorgimento

1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <464>
immagine non disponibile

464
Armando Loiìolìnì
Senato, Finali, che si dichiarò contracio all'aggiunta, anche per non dare occasione ad allarmi ingiustificati (U Giamo, id.).
E i repubblicani che cosa volevano? Seppellire un cadavere in putrefazione (il Ministero Pelloux) e lavorare tranquillamente nella libertà parlamentare e statutaria... (Rivista Popolare, 30 giugno 1900).
Non ci stupisce se i repubblicani pensarono di convocarsi oltre confine.
Il Congresso del 1898 si tenne nel settembre a Lugano, tra Caprino e Campione. Non si discusse su un programma, ma sui modi di valersi del partito socialista per raggiungere obbiettivi comuni e, primo d'ogni altro il più. elementare: la libertà poli­tica. Quest'alleanza non sembrò gradita n tutti. Si parlò perfino di una possibile futura opposizione dei non meno futuri (ma già awistabili) repubblicani conservatori, uniti ai cattolici non più astensionisti.
Ài Partito repubblicano sembrò un grande progresso di essere penetrato nel Mezzogiorno: fatto indubbiamente d'importanza storica; e di aver visto intervenire per la prima volta dieci deputati in persona e di aver ricevuto l'adesione di altri otto, che cosi mettevano a repentaglio la propria rielezione.
Si discusse anche il trasferimento della sede a Roma, proposta caldeggiata dai Milanesi che volevano distruggere hi leggenda dello Stato di Milano come allora si definiva l'egocentrismo milanese. Ma per allora il Partito restò a Milano. Neppure dalle Alpi discese una grande parola.
I Repubblicani vivevano immersi (od oppressi) nell'atmosfera risorgimentale e non sapevano rinnovarla. Dei Risorgimento qual erano stati i fatti più salienti, anzi le sue ragioni essenziali ? Lo Statuto di Carlo Alberto e una rivoluzione che aveva prodotto una monarchia anziché una repubblica. Ed ecco lo Statuto al centro di tutte le discussioni; ecco un freudiano (direi) rispetto per la Monarchia e per i plebisciti. Eccoli a cogliere in flagrante mendacio Carlo Alberto che nello stesso 1848 aveva accennato più volte alla Costituente italiana: alla Nazione spetterà decidere intorno a' propri destini ; attendete che ogni terra italiana sia libera: liberi tutti, parleremo tutti ; a causa vinta, la Nazione deciderà . E nel 1859 Vittorio Ema­nuele aveva proclamato ai Lombardi; Restaurato il diritto nazionale... . Si spulciavano con cura le frasi regie (Roberto Mirabelli era in questo instancabile) più assai che il patto nazionale di Giuseppe Mazzini o forse trovando una certa concordanza tra la dottrina dell'Apostolo e le promesse dei Re.
La grande visione della storia non urgeva mai sui vivi.
Quando si voleva parlare di reazione si pigliavan tranquillamente le mosse dal... 1859. La Critica Sociale del 1 luglio e del 1 agosto 1899 fece la storia della reazione italiana cosi. Carlo Alberto costretto a concedere lo Statuto. Cavour, il grande anti­democratico, fu fermato al Mincio (e il suo... torneremo a cospirare? ), il che permise la marcia della Rivoluzione da Marsala al Volturno. Ma ecco contro di essa la spedizione nelle Marche e nell'Umbria. Ecco l'aumento puro e semplice dei sudditi piemontesi, ecco Aspromonte, ecco la Triplice, fi trasformismo, le convenzioni ferroviarie, le spese militari, l'impresa africana e, infine, dritto dritto, sotto una vernice rappresentativa, il ritorno dello Stato assoluto! Il colpo di stato del mag­gio 1898 aveva questi semplici precedenti*
Ma il fermento insurrezionale non era acceso dalle idealità repubblicane: era dovuto semplicemente al malcontento, elevato alle proporzioni di un fenomeno comune.
Difatti lo stato d'animo dell'Ilalia non dipendeva tanto dall'influenza di una ideologia o di un'altra, di una scuola economica o di un'altra, quanto da un diffuso.