Rassegna storica del Risorgimento

1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <467>
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/ repubblicani nella crisi 1898-1900 467
Veniva citato l'ortodosso Pareto olio aveva scritto in quei giorni: <t La stona c'insogna che per ottenere la libertà economica gl'Inglesi dovettero prima conquistare la libertà politica .
E noi nel 1871 Mazzini aveva detto: il problema politico predomina su tatti gli altri ; anche troppo perchè si restasse nella storia e nel diritto !
Ma dov'erano, poi* i prodotti di questi invocati studi ?
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Il secolo è finito. avremmo finito pur noi. Ma come la scena cambia veramente e la storicità ha una parentesi o un cambiamento d'indirizzo, ci sia lecito mostrare l'inizio del secolo, anche a prova per contrasto di quanto siamo andati dicendo.
La conclusione sul Regno di Umberto I la dette un monarchico. Ercole Vidari nella Nuova Antologia del 1 settembre 1900, dichiarò fatale la catastrofe di Monza.
Ancorandosi tenacemente al solito Statuto Albertino pose nelle continue viola doni del patto il germe dello scadimento dell'istituto monarchico. D'altra parte i socialisti pensarono che l'uguaglianza fra le classi sociali posta dalla Rivoluzione francese, anziché maturare nell'avvenire avrebbe dovuto entrare subito nell'ordine dei fatti. Ma le classi dirigenti avrebbero dovuto, intanto, agire con giustizia* ecc.
E Giolitti era li a raccogliere il monito e a cercar di fondare una monarchia socialista.

Il 1901 segna il progressivo isolamento dei repubblicani. La politica di e libertà di Giolitti-Zanardelli, il consenso al formarsi di leghe e di organizzazioni di lavoro, attenuava o spegneva il repubblicanesimo dei socialisti; eliminava certamente quello dei radicali che erano, in fondo, i veri repubblicani nel gioco democraticoparlamentare modellato sui grandi e anziani esempi stranieri. Così i Repubblicani non avevano più nulla dà farei
E all'estero la situazione italiana appariva così evidente e... lontana da possi­bilità repubblicane, che sembrava avesse davvero ragione il Rolton King che nella ConJemporary Review del dicembre scriveva: Brcsci ha accorciato la vita di Umberto* ma allungato di un secolo quella della monarchia .
Veramente, allora* i repubblicani isolatissimì, apparvero storici !
Dell'atteggiamento monarchico dei partiti di estrema sinistra dev'essere ricono­sciuto capo l'on. Sacchi che esponeva il suo pensiero nella Democrazia di Cremona, auspicando apertamente il formarsi di un grande partito operaio di cui sarebbero stati capitani Tarati e Bissolati seguendo la tattica positivista dell'on. Sacchi strenua­mente difesa anche quando per un momento si senti solo (12 ottobre 1901).
Dei repubblicani l'on. Sacchi faceva scrivere così: anche gli studiosi idealisti che vagheggiano forme più adatte a popoli Uberi, per non frustrarsi in vane lotte, sul­l'esempio di Pantano* Socci, Barzilni, Colaianni ed altri illustri che nel parlamento Italiano legiferano quasi per forza d'inerzia, dovranno cooperare col loro ingegno e colla loro attività personale al trionfo di quelle moderne riforme* ecc.....
Dunque: trascinati per forza d'inerzia e buoni solo come persone. Filippo Turati ribadiva lo stesso concetto nella sua Lotta di classo (Milano* 12 ottobre), parlando apertamente di socialismo e di monarchia. Il reazionario Fanfulla di Roma nominava, senza tremane* la Monarchia socialista .