Rassegna storica del Risorgimento
1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
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Armando Lodoli-ni
È naturale die in tanto fiorire di gradualismo, possibilismo, riformismo (tatto VAvanti! e un discorso famoso di Enrico Ferri sulla politica interna del giugno 1901 si orientavano nello stesso modo) i repubblicani restassero come tagliati fuori. Cercavano di rientrare dimostrandosi più o meno collettivisti in economia e suscitando le ire clamoroso della mazziniana Tersa Italia, giornale e movimento, anzi partito, diretto da Felice Albani, Mormina Penna, Giovanni Plini, Andrea Ciannclli.
Filippo Turati, che era il capo in pectore del partito socialista, ripeteva l'atteggiamento di... Garibaldi verso la monarchia: dimostrazione, in fondo, veramente straordinaria del buon senso italiano. E se la prendeva con i repubblicani, come un dì Garibaldi boi mazziniani. La Lotta di classe, tuonava: Quei repubblicani che si aggrappano come ostriche alla famosa pregiudiziale mettendo come provata la loro supposizione, che è pure contrastata dall'esperienza, essere la monarchia, incompatibile Con le riforme progressive, e, sostanzialmente e necessariamente e sempre reazionaria, non possono accogliere tale concetto e perciò fanno della caduta della Monarchia la condizione sine qua non di ogni progresso. Essi, nella questione politica, sono quel che sono gli anarchici nella questione economica: come gli anarchici essi dicono: tanto peggio, tanto meglio. La monarchia liberale è la peggiore delle monarchie, perchè la più difficile ad abbattere .
Questo è, com'è noto, il capolavoro di GioKtti. Ma era pur necessario vederlo dall'altra parte.
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Ma il secolo s'è chiuso. Secondo la successione logica degli avvenimenti, però, il secolo XIX d'Italia finisce al 1918 col crollo della Monarchia degli Asburgo del quale il Risorgimento aveva posto le premesse (purtroppo non comprese dal dirigente della polìtica estera, Sonnino) e con l'acquisto dei confini orientali. Con questo la Monarchia dei Savoia che da secoli cercava di guadagnare per sé e poi per l'Italia! confini naturali dalle Alpi Occidentali in qua, finisce la sua missione e finiscono le ragioni dell'acquiescenza in nome della concordia.
Ma il partito repubblicano chiude proprio col secolo un suo ciclo: quello immediatamente derivato e influenzato dal Risorgimento.
Inoltratosi appena nel XX secolo un nuovo atteggiamento è palese. Per dimostrarlo e conchiudcrc con un preciso ricordo storico riferiamo un rapporto a Giovanni Giolitti che volle seguire attentamente i lavori del Congresso del 1902 per trarne, certo, un chiaro ammaestramento.
Diamo innanzi tutto hi forza del partito: iscritti 21.000; deputati 30; consiglieri comunali e provinciali 700; giornali quotidiani 3; settimanali 30; riviste 2.
Il 6 Congresso repubblicano nazionale si aprì in Pisa il 4 ottobre 1902. Ecco l'elenco dello rappresentanze ullìciali così come furono comunicato a Gioititi da un fiduciario anonimo che assistette a tutte le sedute (quattro giorni). ') Yi ritroviamo nomi noti e ignoti; ma pur quasi tutti sopravvissuti dopo un cinquantennio nelle memorie locali, a testimoniare come fossero veramente delegati delle varie località; fossero quella minoranza i* élite per cui si ricordano ancora gli uomini del Risorgimento. Se qualcuno, poi, è ancora vivo, potrà confermare il grande prestigio che allora con-
l) Anca, DI STATO in ROMA, Carte Giolitti, B.a 2 fase. 29*