Rassegna storica del Risorgimento

1898-1900 ; PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <471>
immagine non disponibile

I repubblicani nella crisi 1898-1900 471
Che fossero aderenti alla realtà non diremmo davvero. Giovanni Bovio disse molto seriamente: la Monarchia fu fatta dai repubblicani ? ebbene la Repub­blica sarà fatta dai socialisti ! .
Così tatto andava bene e forse forse l'apoftegma ebbe contennto profetico.
Ma chi dette una vivace ed onesta sintesi del Congresso, fu lo stesso fiduciario. Ascoltiamolo:
Considerazioni del fiduciario intorno al Congresso repubblicano di Pisa.
È morto il partito repubblicano ? No !
Chi ha assistito alle sedute del Congresso di Pisa, alla serietà di quelle discussioni; chi ha potuto avvicinare e conoscere tipi e figure di uomini come il Serpieri, lo Stan-ghellini, il Gaudenzi, il Cappa e tanti altri che al pieno vigore della virilità uniscono insieme un carattere adamantino ed un'anima fieramente repubblicana, oh, non può dire davvero che il partito repubblicano sia morto !
Il Congresso di Pisa, checché si dica, è stato un successo, un grandissimo successo pel partito; tanto più successo in quanto che questo partito è agitato da convulsioni interne che ne minano da più tempo la base.
Tutto è cessato dinanzi all'avvenimento di Pisa, ed in Roma stessa, ove la lotta per la scelta dei rappresentanti fu vivissima, ho saputo al mio ritorno che hanno con­corso tatti indistintamente alle spese di viaggio per il Brignardelli. Hanno concorso anebe gli avversari della lotta di classe pur sapendo che il Brignardelli andava a Pisa a sostenere tale principio.
L'importanza delle deliberazioni del Congresso è fuor di dubbio quanto sia grandissima.
I repubblicani d'Italia hanno ormai compreso di dover cambiar tattica. Ai di­scorsi incendiarii a base di barricate, fucili ed altri ammennicoli, preferiscono ora la. trattazione di questioni, di problemi che interessano il paese e specialmente la classe lavoratrice
E non per questo hanno lasciata la loro vecchia pregiudiziale.
In quasi tulli gli ordini del giorno essa vi è incastrata. Così ad esempio quello riguardante la propaganda economica dove vi è questo inciso: " Riconoscendo che la questione non può essere disgiunta dalla questione politica ecc....".
Dove però il Partito repubblicano ai acquisterà simpatie nella classe operaia lo sarà coU'attuazione dell'ordine del giorno Pagliaro che fa obbligo a tutti ì repub­blicani operai di far parte delle associazioni di resistenza e cooperative.
È un gran passo questo del partito repubblicano verso il principio della lotta dì classe, tanto che il Brignardelli in sulle prime scoraggiato ed avvilito firmò subito l'ordine del giorno Pagliaro e sorrise di compiacenza alla sua approvazione.
Deliberazioni importanti non furono forse l'agitazione contro il militarismo e per 3 suffragio universale ? l'abolizione del giuramento politico ? il riconoscimento politico delle associazioni?
Non sono forse questioni queste che sono oggetto di palpitante attualità ?
E questo è indubbiamente un segno evidente della vitalità del partito.
Da qualche parte però si obbietta che pochi sono gli inscritti al partito ed altret­tante meschine le risorse finanziarie.
verissimo. Ma ciò non può essere un indice sicuro della forza ili un partito e tanto più del partito repubblicano, perchè è risaputo come in varie regioni (ad esempio