Rassegna storica del Risorgimento
PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno
<
1951
>
pagina
<
476
>
476
Elio Lodolini
corrispondente di guerra se cosi lo si pud definire - della Tèrza Italia: Lamberto Duranti).
La Terza Italia (e citò La Terza Italia perchè era il maggiore e più autorevole tra i pochi giornali del P, M. I.), frattanto, si batteva gagliardamente per la causa albanese, sia in aspre polemiche contro quanti osteggiavano l'impresa (Leonida Bissolati nel Secolo l) l'aveva definita donchisciottesca), sia riaiFermando la necessità di un intervento armato di volontari italiani, cosi dal lato ideologico che da quello pratico, politico [e strategico, per la sicurezza dell'Adriatico. L'Italia del popolo si legge ad esempio nel giornale mazziniano del 9 aprile 1911 non à fatta ancor cosi scettica e frolla da negare fervide simpatie agli eroici figli della montagna levati in armi, là dove sono ricordi di Cicerone, di Giulio Cesare, di Quinto Curzio e di Traiano, là dove fu sempre in onore il nome di Roma.
E già il S febbraio: Giuseppe Mazzini, il genio antiveggente, sin dal 1871 indicava all'Italia nella Penisola Balcanica e nell'Adriatico, nella protezione di quelle nazionalità, uno degli obbiettivi della sua politica internazionale...
Ed oggi per l'Albania, insidiata nella sua libertà, nella sua (civiltà, nella sua lingua, le nostre simpatie e la nostra solidarietà son reclamate dal dovere di salvaguardare le grandi finalità ideali, non dissociate dalla tutela dei nostri capitali interessi politici,
cValona è hi Gibilterra dell'Adriatico.
Un intervento straniero a pochi passi da Taranto, soffocherebbe ogni possibilità di nostra vita e di ogni nostra influenza in quel mare....
Qui è da notare ed è opportuno insistervi la preoccupazione costante di sposare l'ideologia, che non esitava a prendete le mosse da Roma, con le necessità pratiche degli interessi perfino strategici della Patria, e col desiderio di pagare di persona le proposte di un'azióne.
* *
Ma ecco un avvenimento l'impresa di Libia che, spostando risolutamente Passe della politica nazionale nel Mediterraneo, chiarisce anche meglio il pensiero dei mazziniani. La Libia, infatti, non aveva in sé il fascino risorgimentale del popolo albanese che lottava per l'indipendenza e al quale era dovere e interesse tendere la mano. E comprensibile, perciò, che nei confronti dell'impresa di Libia i mazziniani si dividessero in due correnti.2) L'una, la più numerosa, si dichiarò contraria allaguer-
*) La Terza Italia, 26 febbraio 1911. Pochissimi socialisti si schierarono a favore della spedizione; fra essi il deputato Vittorio Lollini.
2) Anche il Partito Socialista fu diviso in due correnti. Molti socialisti si dichiararono favorevoli allo conquista di Tripolir-la necessità di una colonia di popolamento era da essi fortemente sentita. Già nel 1902 Arturo Labriola aveva auspicato che Tri-pòli divenisse italiana. Si stabilì anzi un'analogia tra il nascente imperialismo italiano e la lotta di classe. Cor-rad ini fu ascoltato da questi socialisti quando affermò Come il socialismo fu il metodo di redenzione del proletariato dalle classi borghesi, così il nazionalismo sarà per noi italiani il metodo di redenzione dai francesi, dai tedeschi dugli inglesi,, dagli americani del nord e del sud che sono i nostri borghesi .
Il Michels {Storia critica del movimento socialista italiano, Firenze* 1926) rileva che l'imperialismo italiano porta infatti una nota prevalentemente proletaria (p. 409).
La tesi dell'imperialismo della povera gente- venne quindi accettata anche da molti socialisti: fra questi, favorevoli all'impresa di Libia furono Leonida Bisso-