Rassegna storica del Risorgimento

PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <477>
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Mediterraneo, Adriatico, Intervento, nella politica, ecc. 477
ra per la conquista di Tripoli, affermando che. occorreva TÌBOIVCre prima questioni più immediate, come quella dell'Albania, di Trento e Trieste, ecc.
... Mazzini affermava un manifesto del Comitato Centrale del Partito il 18 settembre 1911 aveva additato all'Italia il Mediterraneo come campo alla sua politica intemazionale, ma nel tempo stesso gliene aveva anche indicato il modo. L Adriatico anzitutto, ove, insieme al Quarnaro che ancora ci attende, vi erano, vi sono, i popoli slavi meridionali e balcanici coi quali l'Italia doveva ricercar l'al­leanza come antimurali allo tzarismo e all'Austria... .
(Ciò che più doleva ai mazziniani era che il governo italiano avesse, qualche mese prima, ostacolato in ogni modo la rivolta albanese contro i Turchi, affermando l'in­tegrità dell'Impero turco è un impegno d'onore per la Nazione italiana (luglio 1911) mentre, poco più tardi, si effettuava la spedizione di Tripoli.
Nella loro rigida coscienza i mazziniani erano, come sempre, consequenziali, è traevano le loro conclusioni dalle premesse medesime del Maestro. Essi avevano ra­gione; ma la politica estera italiana non dipendeva dal programma 1910 o 1911, bensì dagli errori e dalle incertezze di un cinquantennio che non era stato davvero ispirato dalla politica estera di Mazzini.
Per il Governo legato dalla Triplice quello che era possibile in Libia non lo era nell'Adriatico. Le contraddizioni e l'artificiosità della politica italiana saranno sciolte solo dalla crisi generale del 1914-15.
Comunque, fra i mazziniani, la parte contraria alla guerra di Libia, non fu certo contro l'impresa in sé, ma contro il diverso sistema adottato nei confronti dell'Albania.
Anche a questo proposito, ci troviamo in presenza non di frasi sonanti, ma di una vera linea politica che non si può non apprezzare. I mazziniani sostenevano l'in­tervento armato in Albania, ufficiale o con volontari, e l'alleanza italiana con le Nazioni balcaniche, che, determinando il crollo del vecchio Impero Ottomano, ci avrebbe dato la Libia quasi automaticamente, come appannaggio alla civile Italia di una terra che aspettava di essere redenta dalla barbarie. H teorema politico è esattamente svolto da Adele Albani Tondi, la consorte del Segretario del P.M. L, più nota col nome di Alma: ... Se, compiendo la generosa azione, degna dell'Italia di Mazzini, di aiutare un po­polo {Albania) nella conquista della libertà e della nazionalità sua avessimo tra­scinati i Balcanied erano pronti ad un'azione concorde contro il potere ottomano, oggi... Tripoli sarebbe, per incontrastato diritto, riconosciuta nostra. Questa era l'azione mazziniana dell'Italia su Tripoli. Azione che doveva essere preceduta dalla nostra alleanza coi Balcani.l)
Adele Albani, donna di raro acume politico, espone spesso nella Terza Italia e in Fede Nuova (rivista dell'omonima associazione mazziniana, diretta dalla stessa Alina) vedute precise, traducendo le intenzioni talvolta un po' vaghe del Partito. Così ella definisce ancor più chiaramente nella Terza Italia del 2 ottobre 1913 i
Iati, Ivanoe Bouomi, Angelo Cabrini. La maggioranza del partito, capeggiata da Tu­rati e da Trcves, invece, si dichiarò contraria alla conquista della Libia. Il gruppo parlamentare socialista fu quindi contro la politica coloniale.
Da notare l'atteggiamento contraddittorio di Bissolati, che diceva sì per la Libia e no per l'Albania, anch'essa tanto vicina alle necessità italiane.
') La Terza Italia, 12 novembre 1911.