Rassegna storica del Risorgimento

PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <479>
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Mediterraneo, Adriatico, Intervento, nella politica, ecc. 479
Questo princìpio applicarono tutti indistintamente i mazziniani, favorevoli o contrari che fossero all'impresa di Libia, anche se chi aveva voluto e condotto la guerra era il governo monarchico, l'avversario politico per eccellenza del mazziniancuiino. La Turchia era per essi l'Impero anacronistico di cui, insieme con quello austriaco e quello russo, Mazzini aveva vaticinato la sparizione : quindi non desta meraviglia il fatto che l'opposizione antilibica si esplicasse come protesta per il modo, il tempo, la forma, dell'impresa; protesta che non doveva però menomare lo spirito combattivo del Paese*
C'è di più. La guerra libica non apparve come un episodio per sé stante o come ira capitolo di politica estera. Essa avrebbe dovuto inserirsi nella storia d'Italia, quella dei grandi evi che l'avevano preceduta e che Mazzini aveva definito la premessa del-
Anche questa guerra affermava un manifesto del Comitato Centrale del Partito, diramato il 20 dicembre 1911 avrebbe potuto avere il suo lato grandioso e storico. Il Turco giurava resistenza a oltranza e ci tagliava hi via, suggestionando sata­nicamente gli Arabi, incoscienti e semiselvaggi, contro l'Italia. Era dunque il Turco il nemico nostro, a cagion del quale si partiva in guerra! Era lui, dunque, che dovevamo colpire in pieno petto e respingerlo oltre il Bosforo, liberando per sempre l'Europa da questo avanzo di feroce obbrobriosa tirannide. Questo si doveva, si poteva fare colla nostra flotta vittoriosa nell'Adriatico, nell'Egeo e nei Dardanelli; colle nostre eroiche schiere sui piani e sulle balze dell'Albania e della Macedonia, fino a Costantinopoli.
Questa era azione italiana, degna della sua storia.
Ora che il dado di una guerra per l'Italia fu tratto, non solo la nostra azione doveva svolgersi contro il Turco, ma insieme, e inesorabilmente, doveva percuotere anche l'Austria, ben più nemica dell'Italia che non la stessa Turchia.
Se la Turchia ci contrasta l'espansione nel Mediterraneo, l'Austria ci chiude le porte dell'Adriatico, e mira a escludercene totalmente e per sempre; tramando, come sta ora facendo, una seconda rapina sulle coste albanesi.
In tale situazione e nell'ora che volge, non potendo armare legioni per avviarle ove il dovere chiamerebbe l'Italia; per senso di dovere e di responsabilità, denunciamo al Popolo, al Paese, questa politica antiitaliauu, antinazionale, e nel giorno anni­versario dell'ultimo Martire nostro, impiccato dall'Austria Imperiale, chiamiamo questo Popolo e questo Paese a chieder ragione ai responsabili; a provvedere olla dignità, al diritto, all'avvenire della Patria.
... Poiché alla guerra si è fatalmente andati Fuori il Turco ! da Tripoli, dai Balcani, dall'Albania; ma anche fuori d'Italia 1 da Trento e Trieste l'Austria che non perdona !...
I mazziniani d'Italia saranno come sempre al loro posto!. 1)
Nell'atteggiamento dei mazziniani di fronte alla guerra italo-turca troviamo dunque sotto il profilo storico tutti gli elementi dell' Intervento , nel grande quadro della sperata trasformazione dell'Europa e dell'auspicata missione dell'Italia.
I) La Terza Italia, 17 dicembre 1911.