Rassegna storica del Risorgimento

PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <480>
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Elio Lodolini
Per i mazziniani, infatti, còme abbiamo visto, la guerra libica avrebbe dovuto completarsi in una guerra contro la Turchia nella regione balcanica e nella guerra contro l'Austria per Trento e Trieste. ' )
Visione non inesatta del problema generale* poiché i fatti dimostrarono, di 11 a poco, con le guerre balcaniche prima, con la guerra mondiale poi, che la storia mar­ciava nel senso da essi indicato.
Purtroppo nella guerra di Libia, l'Italia non ebbe alcuno dei ruoli del programmo realistico ed èpico al tempo stesso auspicato dal pensiero mazziniano. Il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi alba testa di una guerra dei popoli balcanici contro la Turchia. Liberati dalla dominazione ottomana, i Paesi balcanici avrebbero dovuto quindi costituire una Federazione, con capitale Costantinopoli, quale baluardo contro le mire della Russia verso gli stretti ed il Mediterraneo.
I mazziniani, difatti, erano convinti che, una volta che ri tali a fosse riu­scita a sconfiggere la Turchia, a riconquistare dall'Austria le terre irredente, un altro imperialismo, quello russo, si sarebbe avanzato minaccioso verso il Mediterraneo. Di qui, la necessità di una Confederazione balcanica legata all'Italia da vincoli quali potevano sorgere dall'avere l'Italia guidato quei popoli alla conquista dell'indipendenza.
Ma guerra libica e guerre balcaniche, pur essendo interdipendenti, rappresenta­rono per l'Italia due mondi del tutto separati, né i popoli balcanici riconobbero di dovere all'Italia l'impulso a liberarsi. I mazziniani si accorsero, dunque, che in Bal-cania non c'era da servire l'Italia: e Io sono convinto che anima il movimento (anti­turco) l'Austria, allo scopo di impossessarsi di Novi Bazar ed altre città vicine , scri­veva uno dei mazziniani più attivi, Felice Figliolia, all'Albani, il 12 ottobre 1912, po­chissimi giorni dopo l'inizio della prima guerra balcanica. 2)
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Si avvicinava, dopo tonte prove, una crisi risolutiva con la prima guerra mondiale, immenso crogiolo ove le idee di tutti i partiti apparvero di quel metallo di cui vera­mente erano.
Chiaro e schietto il metallo mazziniano. Il P. M. I. non solo si dichiarò, ma si sunti il continuatore della Giovane Italia, e concepì la guerra in funzione nazionalistica e
') Vincitrice in Tripolitania e in Cirenaica pel valore de' suoi figli affer­mava amaramente, ma realisticamente La Terza Italia- del 7 gennaio 1912 invece d'imporre la pace alla Turchia, l'Italia dovrà essa medesima accettarla, discuterla, contrattarla con le potenze intermediarie; cioè è- ridotta allo stesso livello di poten­zialità internazionale che fin qui ha distinto l'Impero Ottomano...
Quale, dunque, dovrebbe essere la politica dell'Italia del Popolo ? Tendere la roano ai popoli balcanici: all'Albania, alla Macedonia, e contro la Turchia; e alla Bulgaria, alla Serbia* antemurali e alleate contro l'Austria che raddoppia l'oppressione su Trieste e su Trento, e minaccia apertamente di marciare dall'Adriatico verso l'Egeo.
Dispiegare la bandiera dello nazionalità balcaniche, farsene vessillifera, e pre­pararsi agli eventi oolfimpostare contemporaueamente la cacciata del Turco dal­l'Europa, e affrontando risolutamente il gran cimento con l'Austria .
s) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, carte Albani, non numerate.