Rassegna storica del Risorgimento

PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <482>
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Elio Lodolini
Né questa chiara preparazione ad un clima spirituale dì guerra era scevra da quella responsabilità che incombe Bulle minoranze che vanno contro corrente. Gli altri1 partiti popolari non solo non imposta vano il problema della italianità delle Venezie Tridentina e Giulia e della Dalmazia, ma si adoperavano per determinare una disten­sione degli animi. E non mancarono fiere polemiche: La Terza Italia del 26 marzo 1911 pubblicò una viva rampogna contro il Convegno socialista italo-austriaco di Roma, tenuto al fine di protestare contro le spese militali e provvedere a una loro diminuzione , Il giornale mazziniano affermava, suffragando con prove le proprie asserzioni, che i socialisti austriaci appoggiavano l'imperialismo di Francesco Giu­seppe i) e che quindi quelli italiani, partecipando con essi ad un'agitazione per la riduzione delle spese militari, facevano il gioco dell'Austria.
Ma troppo lungo, anche qui, sarebbe citare i dati sull'agitazione irredentista dei mazziniani: La Terza Italia di questi anni ne è piena, e basta sfogliarne la colle­zione per rilevare come, dal 1911, non vi sia numero del giornale che non sostenga vibratamente la campagna irredentista.
Ci limitiamo perciò a ricordare, per questi anni di vigilia, due episodi che più da vicino riguardano il Partito mazziniano ed il suo giornale.
Il 23 dicembre 1911 fu arrestato dalla polizia austriaca il diciottenne Mario Stede, corrispondente della Terza Italia da Trieste, che aveva fatto parte di un'ambulanza mazziniana per l'Albania insorta. Era imputato di aver tentato di rievocare, il 20 di­cembre 1911, l'anniversario del sacrificio di Oberdan, e fu condannato a cinque anni di carcere duro.2)
L'altro episodio, fu il divieto di circolazione nella Terza Italia nell'Impero AustroUngarico: Con speciale decreto dell' 1. R. Governo, è stata interdetta nell' Austria-Ungeria la circolazione della Tèrza Italia, giornale mazziniano di Roma , comunicavano i giornali austriaci del marzo 1912. 3)
Nel 1914, l'agitazione giunse al suo apice. Il 20 luglio, una settimana prima della dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia, mentre anche partiti patriottici pro­pendevano per tener fede alla Triplice, il Comitato Centrale del P. M. I. diramava un manifesto, in cui si affermava che il Partito aveva, in quel momento, un compito solo: richiamare il Paese dalla egoistica politica degli interessi meramente utilitari, a quella dei principi di libertà e di equità internazionali, che solo possono gli interessi legittimare; e, senza ritardo, sonare la diana in difesa del principio di nazionalità, cominciando dai nostri fratelli del Trentino e delle Alpi Giulie ancora oppressi dall'Au­stria; e ai quali, ne abbiam fede, il popolo d'Italia invia aggi ancor più intenso e più fervido il suo redentore, augurale salato . )
Anche alla vigilia del conflitto, e nel periodo della neutralità, i mazziniani dovette­ro affermare la volontà irredentista degli Italiani d'oltre confine contro altri partiti popolari!- quello repubblicano e quello socialista.
1) Notevole la lettera di un italiana della Venezia Giulia (Gorizia, 16 marzo 1911), nella quale ai afferma che i socialisti austrìaci di lingua italiana, non solo non sostennero mai l'italianità dell'Istria e della Dalmazia, ma appoggiarono con ogni mezzo la politica di Vienna, mirante a favorire l'elemento slavo ui danni di quello italiano.
2) Fu poi graziato il 20 novembre 1913.
3) Deutsche* Volksblatt, Vienna, 6 marzo 1912,
4) La Terza Italia, 21 luglio 1914.