Rassegna storica del Risorgimento
PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
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1951
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pagina
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484
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MRQ Lodolini
Con questi appassionati incoraggiamenti, il Comitato Centrale del P. M. I. non tardò u prendere posizione. La prima guerra mondiale ormai divampava.
H 15 agosto 1914 La Tensa Italia pubblicò ima dichiarazione del Comitato nella quale si affermava che era dovere dell'Italia uscire dalla neutralità: perchè, adottata dal Governo, ove perdurasse nei limiti notificati, significherebbe per l'Italia politica d'obliterazione, d'abdicazione e di decadenza ne' suoi doveri e ne' suoi dizitti fra le Nazioni: accuserebbe utilitarismo calcolatore e sfruttatore del sacrificio e dell'eroismo degli altri popoli coraggiosamente in lotta, senza neppur sperare o meritare salvezza dalla Nemesi che l'attenderebbe da entrambe le parti, vincitrici e vinte, alla resa dei conti, finito il flagello .
Inoltre, tale neutralità, mentre fa apparire ritalia come pavida di prendere il posto spcttantelc nella decisiva tenzone, non giova nemmeno a* suoi materiali odierni interessi, egualmente compromessi e rovinati dalle crisi che già si determinano e maggiormente s'inaspriranno, livellando in un tormentoso disagio tutte le classi sociali . Perciò i mazziniani ritenevano infondate e inani le speciose ragioni con cui tale neutralità si tenta giustificare, non potendosi conciliare colTonore, con la dignità, coli'interesse medesimo della Patria, il prolungare una neutralità che può figurare e figura quale diserzione dalla giusta causa, per prezzolare più tardi - a rischio e responsabilità cessate. i vantaggi che la neutralità avesse a taluna delle parti arrecati.
Posizione chiara e rettilinea ancora una volta, dunque, quella del mazzinia-nesimo, i) consona al passato glorioso del movimento, alla tradizione del Risorgimento, all'insegnamento di Giuseppe Mazzini. Posizione che non si esauri neppure dopo il 24 maggio 1915, perchè il P. M. I., aderendo al Congresso dei Fasci Inter
rando la formula ciarlatanesca della lotta di classe abbeverano e spesso saturano le masse operaie.
Un quotidiano di Roma, in una postilla polemica al documento, affermava che, mentre in nome e per virtù della concordia nazionale, a fianco dei repubblicani si trovano in questo momento, riformisti, radicali, democostituzionali, anarchici e nazionalisti; al lato dei socialisti si trovano semplicemente i clericali.
Ebbene, questo sarebbe il minor male. Il peggio è invece che dietro i socialisti italiani si trovano in questo momento i due imperatori amici ed alleati: e precisamente Guglielmo di Prussia e Francesco Giuseppe d'Austria ! .
1) Mentre i mazziniani puntavano con cuore esultante ai principi dell'intervento per il compimento dell'unità,, la. diplomazia preparava i suoi piani.
Col cosi detto Patto di Londra (aprile 1915) fra l'Italia e le Potenze dell'Intesa (Inghilterra, Francia e Russia), in cambio dell'intervento italiano, all'Italia venivano riconosciuti: il Trentino ed il Tirolo cisalpino (confine del Brennero), Trieste, le contee di Gorizia e Gradisca e l'Istria intera fino al Quarnaro, inclusa Volosca, nonché le isole di Cherso, Lussiti ed altre minori adiacenti (art* 4), la Dalmazia secondo l'attuale divisione amministrativa e tutte le isole e isolotti proasimiori, che si enumeravano (art. 5).
Sarebbe stata anche devoluta all'Italia Valona con l'intera costa circondante la bàia, insieme con Pisola di Suscno e U territorio adatto alla loro difesa (art. 6).
In quanto la parte centrale dell'Albania fosse costituita in Stato autonomo, l'Italia, qualora avesse ottenuto quanto pattuito negli articoli precedenti, non si sarebbe opposta a che il resto dell'A Ibaniu, se le tre Potenze alleate lo avessero desiderato, fosse diviso tra Montenegro, Serbia e Grecia, purché lo coste ne restassero