Rassegna storica del Risorgimento

PARTITO MAZZINIANO ITALIANO
anno <1951>   pagina <486>
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Elio Lodolini
Oriente Tale il sogno, fondato su elementi precisi; ben diversa, com'è noto, la realtà. Quando questa cominciò a delinearsi, nella fastosa e cinica scena di Versailles, La Tersa /lotta che ricompariva dopo un anno e mezzo di dolorosa sospensione, guar­dandosi intorno offesa e stupita scrìsse: In Dalmazia, i fratelli oppressi, ì fratelli ohe chiedono aiuto, sono i dalmati nativi di colà. Sono essi italiani che invocano l'Italia contro la sopraffazione, la soffocazione dei sopraggiunti stranieri serbo-slavi e croati, "cui fu prodezza il numero - cui fu ragion l'offesa ", prima durante l'Austria, oggi con la Jugoslavia . 'i
11 giornale proseguiva affermando che la Dalmazia è terra italiana anche dal punto dì vista geografico e storico ( duemila duecento anni di romanità e di italianità ).
Ed il vecchio mazziniano Ergisto Bezzi, Colonnello dei Mille, dopo aver riaf­fermato l'italianità della Dalmazia nel corso di una intervista concessa al Popolo tTItalia aggiungeva sulla stessa Terza Italia del 29 gennaio 1919: Occorre sal­vare i nostri confini, saltando ogni discussione. Bisogna occupare la Dalmazia per salvarsi da oltre sopraffazioni. Bisogna tenere i Croati con la forza, altrimenti non se ne fa nulla... Gli Jugoslavi di oggi sono gli stessi Austriaci che si batterono contro di noi con la massima violenza sino alla fine del passato ottobre: odiano gl'italiani ancora più oggi dopo la sconfitta subita .
Anche Alina, alcuni mesi più tardi, in occasione dell'impresa fiumana, scri­veva: Forse il Governo italiano vorrà oggi rinnovare contro gli ardimentosi difen­sori di Fiume i fasti di Aspromonte e di Mentana?
La storia aulica può ancora suggerirli agli odierni reggitori della patria, ma al popolo no !
Il popolo che depreca tali mostruosi tradimenti guarda oggi trepidante a Fiume, guarda alia Dalmazia, guarda alla Venezia Giulia, a quella parte di terre istriane e triestine che da un grottesco professore, camuffato da grande umanitario (il Presi­dente degli Stati Uniti, Wilson), ci si vorrebbe togliere . 2)
L'ipotesi che Adele Albani formulava solo per escluderla, si tramutò com'è noto in dolorosa realtà, ed il Natale di sangue rinnovò i fasti di Aspro­monte .
Anche dall'impresa fiumana non potevano essere e non furono assenti i mazziniani. A conclusione di questa comunicazione, ci piace ricordare che gregari ed esponenti del P. M. I. furono tra i legionari di Gabriele D'Annunzio. Fra essi, abbiamo potuto rintracciare i nomi di Eduardo Frosini, Ernesto Gennari, Lo­renzo Filolli,
Er.ro LODOUM
j La Tersa Italia, 29 gennaio 1919. 2) Fede Nuova, settembre 1919.