Rassegna storica del Risorgimento

CARDUCCI GIOSUE
anno <1951>   pagina <487>
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TRIESTE E IL CARDUCCI
La prima e l'unica visita òhe il Calducci fece a Trieste fu ai primi di luglio del 1878. Infatti, l'Indipendente di Trieste allora stampava? Abbiamo da ieri fra noi l'illustre poeta Giosuè Carducci, il quale, trovandosi a Venezia per ragione di studi, volle visitare anche la nostra città.
Il Poeta, allora nel fiore dell'età e della vigoria, s'incontro con 'Giuseppe Capri, l'autore delle Alpi Giulie e delle Marine Istriane, di cui il Carducci scriveva che spesso il suo pensiero tornava, con desiderio sempre più acceso, a quella bellissima e nobilis­sima regione, tutta romana e veneta, della gran patria italiana : ed egli fu sorpreso di sentirsi in un ambiente così pregno dell'opera sua: tutta la giovane letteratura pro­fessava carduccianismo, tutti i giovani dividevano i suoi entusiami, i suoi odi, i suoi amori .
Accompagnato dal Caprin e da Attilio Hortis, volle vedere, quello stesso giorno e nei seguenti, quanto più fosse possibile della bellissima città. Dal Ponte Rosso do-minò il quadro pittoresco del Canal Grande, abbellito nello sfondo dal tempio, in istile greco, di Sant'Antonio Nuovo; e visitò il Tergesteo, il Municipio, l'Arsenale; e vide i quadri e le statue del Museo Revoltclla; ed i numerosi oggetti scavati fra le rovine e le solitudini d'Aquileia e raccoltine! Museo d'antichità; e gli animali marini dell'Adriatico nel Museo Ferdinando Massimiliano; e lì, forse, gli balenarono alla mente le parole ch'egli poi diresse a Venezia: Oh patria dei Dandolo, degli Zeno, dei Pisani, dei Mo-rosini ! Da Trieste l'Austria potrebbe ridurli alle condizioni di Torcetto. E la Germania, se in Trieste succeda all'Austria, lo vorrà, lo potrà e lo farà .
E, dalla città, salì al monte, a San Giusto, ammirando il meraviglioso panorama che di lassù si scorge visitando la basilica, uno dei più antichi edifici del Cristianesimo, e, quindi il sottostante giardino, dov'è sepolto Winckelmann. L'8 andò a Miramar, il 10 a Capodistria e 111 ripartì commosso, dicendo a Trieste ed alla sua gente: non vi dico addio, vi dùco arrivederci. Ma a Trieste egli non tornò più, e chi sa quanto gliene rincrebbe e quanto se ne crucciò.
Quella visita del Carducci a Trieste ebbe anche una parte sentimentale notevole, come ora ci hanno rivelato le Lettere del* Poeta. Gli fu compagna e ispiratrice lidia, la sua dolce amica. Di fatti, il 1 luglio 1878, il Carducci, dopo che già in altre lettere avevano progettato la gita, scrivendole, le dice che si ripromette di partire per Venezia (dove si recava per ragione di studi, alla Marciana) il mercoledì successivo, e cioè il giorno 3, alle ore 12,40, sperando diincontrarla, da Rovigo in avanti.
Il 15 di quello stesso luglio, poi, tornandole a scrivere da Bologna, le ricorda ehe la. sera precedente, domenica, seguitai il viaggio tra il vaporoso e magico splendore della luna, che, se sa la laguna è argentea, e molle, su la gran distesa della pianura del Po, tra il verde della viva vegetazione è più solenne e dà più da pensare. E io penai [ecco i freschi ricordi triestini] e ricordai molle cose che furono, e pensai altre che sa­ranno o potrebbero essere. La calda giovinezza non può tornar più, ma noi possiamo stringerci ancora insieme, o, meglio, tenerci ancora stretti insieme per le memorie del passato, per il sentimento del presente, por il presentimento dell'avvenire . E invoca che la dolce amica oblìi suoi torti. Com'è chiaro, quel seguitai U viaggia,., sta provare che dovettero incontrarsi, da Rovigo in poi, nell'andata; o, così, tornarono insieme sino a Rovigo, proseguendo, indi, il Poeta, per Bologna. Stettero, dunque,