Rassegna storica del Risorgimento
CARDUCCI GIOSUE
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1951
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492 Giovanni Mai-oli
gìata pe* viali enei giardino, dove Egli si riebbe ben presto, diventando sereno ed ilare ed espansivo.
Ma quel che non aveva potuto interamente esprimere a voce, volle dipoi consegnare allo scritto; e, da Lizzano, il 27 giugno,inviò al Vonezian la seguente lettera:
Coro prof. Venczian Ciò che Ella mi recò enti disse da parte dì Trieste, supera ogni possibilità di risposta. Sappia Trieste ch'io sento profondamente con tutta l'anima del mio pensiero quello che à t'anima ed il pensiero delta magnanima città} ed anche quando io non sarò più, ciò die piangendo e fremendo scrissi spirerà, credo a mantenere nel-r Italia la fede a Trieste* la fedéle di Roma. Giosuè Carducci.
A dire quanto s'interessasse della Dalmazia e di Niccolò Tommaseo, basti questo Scrive Paolo Mazzolcni: desideroso che la mostra del 1905 delia Lega di Scbenico si fregiasse di un dono di scrittore rinomatissimo, si rivolse al Carducci con preghiera dimandargli le sue poesie; ed il Poeta glie le fece tenere, accompagnate dalla seguente lettera, scritta per lui dal gentilissimo signor Franchi:
Egregio signore Carducci mi prega di mandarle questa ultima o penultima copia della terza edizione. Dice che lo fa per amore alla Dalmazia e per amore di Niccolò Tommaseo. Egli non può servirsi della mano per scrivere e incarica me di salutarla affettuosamente*
Bologna* 27 gennaio 1905 - Devotissimo Oliviero Franchi Estratto dal n. 21 del giornale II Dalmata di Zara.
E quando egli morì, due Triestini e quanto meritevoli ! Giuseppe Picciòla e Giacomo Venezian, dovevano prendere tra le loro braccia, con pochi albi intimi, il suo corpo e deporlo nella cassa, piena anche dei fiori dei Triestini. E nel corteo, nel quale era, per Trieste e per i Triestini, Attilio Hortis, si confondevano o sovrastavano, a tutti i vessilli d'Italia e d'ogni partito e scuola d'Italia, l'alpestre grifagno gonfalone di Trento e i marinari orifiammi di Trieste e dell'Istria che avevano agitato ai venti e al sol d'Italia i liberi auspici del suo cuore e accolto nelle loro pieghe, con un sussulto di superbe speranze, tanta parte della grande anima sua .
Nel giugno 1907 fu tenuto a Trieste il Convegno Touriatico Internazionale, che si chiuse con una escursione alle Grotte e alle Voragini di S. Canziano. Agli interve-.nuti il Direttore Generale del Touring Club Italiano, comm. Federico Johnson, e il Vicedirettore, co min. L. V. Bertarelli, vollero offrire in ricordo una targhetta di bronzo, in grandezza naturale, modellata dallo Stabilimento Johnson di Milano. Essa ha sul diritto la testa del Carducci, con le parole: Giosuè Carducci, 1835-1907, e sotto:
Dai. romani ruderi di S. Giusto il divino riso de l'Adria,
Giùstinopoli gemma de l'Istria
e il verde porto ii leon di Maggia
(Carducci, Odi Barbare, libro I)