Rassegna storica del Risorgimento

CARDUCCI GIOSUE
anno <1951>   pagina <493>
immagine non disponibile

Trieste e il Carducci
493
nel rovescio l'alabarda di Trieste intrecciata con la sigla del Touring e la iscrizione:
Convegno Tomistico Jntornasionole
Trieste 1907
Gita a S. Cauziono
IP. Johnson L. V. Bertarelli
D. D.
Trieste volle dedicare anche una via a Giosuè Carducci, e fu quella che, prunai era chiamata Via del Torrente, e prese il nome nuovo, per deliberazione della Delega­zione Municipale di Trieste, votata d'urgenza la mattina del 17 febbraio 1907, ap­pena giunse la notizia della morte del Poeta.
Cosi, durante la guerra 1914-1918, il Carducci e la sua opera furono considerate tra i fattori più efficaci e più durevoli del movimento, che dovea dare al distacco del-ritalia dalla Triplice e alla sua entrata in guerra il contenuto ideale, la più profonda giustificazione, la meta più. alta.
Quando, finalmente, spuntarono i giorni migliori, ai quali solamente il Poeta aveva voluto serbare l'apoteosi di Oberdan, Giosuè Carducci era vivo e presente, degno dell'apoteosi pure lui, se anche, nella sua modestia, si fosse presagito in quel giorno: non maestro, ma compagno e fratello anziano della nobile gioventù che ama la pa­tria (Lettera a L'Indipendente di Trieste, del 27 luglio 1885).
Se non fece in tempo a vedere, con gli occhi della carne, le cose bellissime, che si riprometteva di vedere, le vide, certamente, con gli occhi dello spirito; e di noi, gioventù, nutrita della sua poesia e della sua prosa e degli alti ideali che spira tutta l'opera sua, credo non ci sia stato alcun superstite, dalla vittoriosa prova, che non abbia pensato e immaginato, alla testa dei combattenti che, radiosi, primi, perveni­vano a Trieste, aquila trionfatrice, il nostro Poeta.
Veramente compagno e fratello anziano della nobile gioventù che ama la patria .
E non vi aia alcuno a pensare che questa possa esser rettorica. No. Perchè l'anima dei combattenti della guerra 1915-1918 era tale, anche se ne sia toccato vedere, in parte, cosi malamente frustrati i sacrifici.
GIOVANNI MAIO LI