Rassegna storica del Risorgimento

MILANO ; MUSEI
anno <1951>   pagina <495>
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Il Af.useù dal Risorgimento Nazionale di Milano 495
Un posto a sé tiene io stendardo dei Cacciatori a cavallo della Legione Lom­barda. Esso è uno dei primi tricolori italiani conferiti dal Bonapartc alle forma-noni di patrioti che, nell'ottobre del 1796, si costituirono volontariamente in Lom­bardia per fiancheggiare VArmée d'Italie nella guerra contro l'Austria.
Segue, in ordine 41 tempo, il drappo del 2* battaglione della Guardia nazionale milanese, istituita con decreto del 19 agosto 1796 ed il cui comandante generale fu Alessandro Trivulzio. Si tratta di una delle bandiere consegnate, il 20 novembre 1796, dal generale Baraguay d'HilIiers agli otto battaglioni della Guardia nazionale di Milano.
Altro esemplare è il drappo degli Usseri della città di Milano, distribuito il 26 ottobre 1797. Facevano parte questi Usseri, cosiddetti di requisizione, delle for­mazioni decretate dal Bonaparte il 24 settembre 1797, al fine di creare un vivaio di ufficiali di cavalleria. Al riguardo, assai cospicuo l'esemplare di sabretache- da capitano della compagnia Hussars de Como.
Di maggior rilievo indubbiamente gli stendardi del V Squadrone del 2 Reg­gimento d'Usseri della Divisione Cisalpina (1800-1801), dello Squadrone di granatieri a cavallo della Guardia del Presidente (1803-1805) e le sci bandiere distribuite ai corpi militari del Regno italico dal 1805 al 1814. Esse sono le insegne del 1 Reggimento de* Dragoni della Regina, del Reggimento d'artiglieria a cavallo, del J Reggimento d'artiglieria, del 2 Reggimento d'infanteria leggera (due esem­plari) e del 3 Squadrone del 2" Reggimento cacciatori a cavallo Principe Reale >.
Proveniente dalla Raccolta trivulziana, si può osservare il diseguo originale, opportunamente acquarellato, delle bandiere reggimentali del primo regno d'Italia. Esso si riferisce alla già citata bandiera del 2 Reggimento d'infanterìa leggera. Due sono i particolari che differenziano il disegno degli esemplari testé ricordati; anzitutto si rivela che, alla sommità dell'asta, sta un leone alato al pari di quello veneto il quale ha in capo corona reale e colla zampa destra brandisce una spada; quindi che le leggende sono in francese. U disegno venne approvato il 15 aprile 1805 dal ministro della guerra, ma Io stesso Napoleone vi apportò due modifiche; volle precisamente che anche le bandiere italiane, per ragioni di equi­librio, adottassero l'aquila delle insegne francesi delle quali aquile il Museo annovera un esemplare dei quattro salvati dal generale Teodoro Lcehi durante la disastrosa ritirata di Russia e che le leggende, per rendere omaggio alle nostre truppe, fossero in italiano. Volle pure che, a riconoscimento della propria sovranità, ogni scritta fosse preceduta dalle parole: Napoleone Imperatore de' Francesi Re d'Italia .
Completano la raccolta uno stendardo del 9 escon del 3" Reggjnt Artillerie légère della République Francasse, squadrone che durante la campagna d'Italia si distinse a Mondo vi, a Lodi, a Trento, a Porto Legna go, a Rivoli, ad Arcole, a Mantova e le insegne della Guardia nazionale di Sondrio Dipartimento del Loria della Repubblica. Italiana e due stendardi della dinastia borbonica del Regno d'Etruria (1801-1807).
Di particolare spicco ì cimeli dell'incoronazione di Napoleone I, imperatore de* Francesi, a re d'Italia il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano. Essi per 106 anni, dal 1815 al 1921, furono custoditi nel Tesoro di Corte della Hofburg a Vienna e rivendicati dall'Italia dopo Vittorio Veneto. Essi sono: la corona, il manto, il lungo bastone da maresciallo, la -rimino di Giustizia, lo scettro, il sigillo del Regno cimeli ohe, al pari di quelli dianzi menzionati, ho ampiamente descritti