Rassegna storica del Risorgimento
MILANO ; MUSEI
anno
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1951
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pagina
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496
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496 Leopoldo Marchetti
nell'articolo Testimoniarne, napoleoniche nel Museo dei Risorgimento nazionale di Milano. "
Fu parte di questo gruppo di oggetti anche un piccolo calamaio di porcellana, di un tenue color celeste, con fregi in oro, il quale, durante i Cento giorni trovò posto sullo scrittoio dell'irrequieto Córso.
Non meno ragguardevoli le raccolte di decorazioni dell'Ordine della Legion d'onore e dell'Ordine reale italiano della Corona di Ferro, di cui Bono esposti fra gli altri, esemplari che, per le loro anomalie, costituiscono dei pezzi davvero unici.
Alcuni dipinti di Andrea Appiani impareggiabile il ritratto di Luigi Giuseppe Arborio di Gatlinara marchese di Bremc, nella fastosa uniforme di ministro del l'Interno del Regno d'Italia , una tela attribuibile a Francesco Fabre raffigurante Napoleone, in uniforme di Primo console, e altri ritratti di minori; incisioni dei fratelli Bordiga, del Dubois, del Lasinio, di Giacomo Marcoli, del Rosaspina ab cune delle quali su disegno dello stesso Appiani, del Sanquirico e del Vernet, celebre di quest'ultimo la serie di battaglie napoleoniche : grida e manifesti dell'epoca; medaglie, parecchie dovute al gusto artìstico del Manfredi ni, del Mcr-can detti, del Putì nati, del Santarelli e del Vassalli; armi e buffetterie; figurini militari ed uniformi; ritratti di politici e d'uomini d'arme; pregevoli sculture, fra cui due bellissimi marmi raffiguranti Maria Luigia d'Austria e Napoleone; cimeli personali dell'Imperatore gli speroni d'argento, il copricapo portato all'isola d'Elba, una delle cassette portatili in cui egli soleva riporre i libri che amava avere sempre presso di sé e parecchi altri ricordi superbi i due elmi dei Dragoni della Regina e della Guardia reale del Regno Italico completano la documentazione di un periodo ricco, come pochi, di avvenimenti veramente suggestivi.
I ricordi del re di Roma il figlio di Napoleone e di Maria Luigia trovano invece posto in una speciale vetrina a muro nella quinta sala. Ecco, ira gli altri, i disegni acquarellati predisposti per l'uniforme del Duca, disegni che furono assai cari a Sarah Bernardi, e che portano anche le misure e ogni altra indicazione per la confezione dei singoli capi di vestiario. Poi la riproduzione in bronzo della maschera del giovane spentosi a venti e un anno, nel Castello di Schónhrunn.
Quindi le stampe, le medaglie, la serie delle monete coniate con la leggenda Napoleone II Empereurs-, le porcellane, gli orologi, le placche, i medaglioni, le miniature, le tabacchiere, le statuette, i biscuits.
Testimonianze tutte assai interessanti ed alcuno preziose, specie la bella minia-tura, su avorio, a firma Daffinger e solo in parte finita; essa compare accanto ad altro famoso ritratto del re di Roma, opera dello stesso Daffinger.
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Sempre nella stessa sala sono documentati i primi tentativi rivoluzionari del generale Guglielmo Pepe e dei tenenti Morelli e Stivati a Napoli, di Santorre di Santarosa in Piemonte, di Federico Confalonicri, e dei federati lombardi, di Oro Menotti e di altri, le repressioni dell'Austria, l'attività di Giuseppe Mazzini e della Giovine Italia, il sacrificio di Attilio ed Emilio Bandiera e il fremito rivoluzionario
3) Lo studio è apparso nel volume Milano napoleonica edito dall Associazione *, Amici del Museo del Risorgimento di Milano . Figurano pure scritti di R. Caddeo, C. CaBtiglioni, R. Calzini, F. Flora, M. Roberti, E. Siolì Legnani e F. Valsecchi.