Rassegna storica del Risorgimento
MILANO ; MUSEI
anno
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1951
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pagina
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497
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Il Museo del Risorgimento Nazionale di Milano 497
del biennio 1846-1847. Spiccano fra i cinteli di sicuro effetto, la bandiera colonnella del Reggimento provinciale di Asti, modello 1814, quella d'ordinanza del Reggimento cacciatori di Savoia* modello 1815, VAmmiraglia della marina da guerra sarda, periodo carlo-albertino, e il tricolore con il motto Dio e Popolo che sventolò dal balcone del Campidoglio nel 1849, durante i mesi della Repubblica Romana. Quest'ultimo sovrasta lo scrittoio die io. di Giuseppe Mazzini nel periodo trascorso a Viganello ospite del conte Giovanni Grilenzoni e due magnifici ritratti dell'Esule dovuti al pennello di L. Zuccoli e di E. Moscheles.
La prima edizione della Giovine Italia è sistemata sotto cristallo, al pari del rarissimo esemplare della sentenza di morte di Ciro Menotti, pronunciata dal duca Francesco IV di Modena-..
In una grande vetrina centrale si possono ammirare miniature, copricapo, elmi, figurini, armi e curiosità varie concernenti il perìodo 1820-1847. In una vetrina a muro, stampe e cimeli vari, come spille, collane, medaglioni, piccoli busti, ventagli, documentano l'enorme popolarità che Pio IX godette dopo la promulgazione della famosa amnistia politica del 1846 e l'ingresso a Milano, nel settembre 1847, del cardinale Romilli, successore dell'austriaco Gaysruch.
Alle pareti figurano pure una bella tela di F. Hay.cz ri producente l'imperatore Ferdinando I d'Austria, i ritratti di Costanza Trotti Arconati, di Felice Orsini, di Giuseppe Sìrtori e di Giovanni Danai, martire nelle carceri di Lubiana.
La trecentesca campana della torre del Broletto che suonò a stormo, facendo eco alle altre campane della città, sino a spezzarsi durante le Cinque Giornate, segna l'inizio della rievocazione quarantottesca. Dipinti, disegni-e stampe ricordano gli episodi più salienti delle vicende milanesi tra il 18 e il 22 marzo, dalla dimostrazione al Palazzo del Governo alla liberazione dei prigionieri del Castello, o ci presentano aspetti della città trasformata in campo di battaglia.
Tra i dipinti notiamo quello di Sebastiano De Albertis raffigurante la presa del Palazzo del Genio ; le tempere di Carlo Bossoli con l'invasione dell'armeria di Uholdo di Villareggio da parte degli insorti in cerca di armi, la barricata di S. Babila e l'assalto a Porta Tosa dalla parte della campagna; acquarelli di Gero* lamo Induno con figure di combattenti ed altri del Bouvier e del Verrazri.
Delle stampe esposte sono particolarmente interessanti quelle eseguite in lito grafia da Giuseppe Mazzola e le acquatinte del Bonatti, da disegni di Felice Donghi, ritraenti alcune delle duemila barricate sorte in tutte le strade della città in armi.
Nella grande vetrina centrale sono esposti cimeli vari : armi usate dagli insorti* cappelli, tricolori improvvisati coccarde, palle da cannone lanciate sulla città, chiavi del Castello e di porte abbandonate dal nemico in fuga, un pezzo di barricata coi segni dell'artiglieria, un frammento di campana della chiesa del Carmine pure colpita da un colpo d'artiglieria, alcune divise austriache ed altre curiosità.
Una serie di grandi litografie, quasi tutte da disegni di-Stanislao Grimaldi rievoca alcune fasi della prima guerra di indipendenza, mentre la scena del 4 ago-? sto dinnanzi a Palazzo Greppi .di Milano è ricordata da una tempora del Bossoli.
Un ritratto giovanile di Vittorio Emanuele dell'Induno, la bandiera del Corpo Volontari Cacciatori della Morte (corpo A. Anfossi) e quella reggimentale (modello Bigotti) adottata dall'esercito piemontese al suo ingresso in Lombardia nel marzo 1848 integrano la raccolta che forse, se lo spazio non difettasse, avrebbe potuto essere più ricca ed illuminare qualche altro aspetto, non troppo in luce del 1848.
L'eroico difesa di Roma.6 l'epica resistenza di Venezia cui si ricollegano sublimi episodi di eroismo rivivono in una aula cui conferisce un tono romani