Rassegna storica del Risorgimento

MILANO ; MUSEI
anno <1951>   pagina <499>
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Il Museo del Risorgimento Nazionale di Milano 499
d'Italia, vendicate Trieste. Vendicatemi 1 segna l'inizio dell'ultima parte del Museo. Quella parte, cioè, clic in rapidi ma efficaci tocchi, documenta le prime imprese italiane in Àfrica, il periodo dell'irredentismo, la spedizione di Libia, la guerra 1914-1918, l'impresa di Fiume, quella etiopica del 1936, la guerra di Spagna, il secondo conflitto mondiale e il successivo movimento di liberazione.
La ricostruzione, condotta con rigidi criteri storici, offre al visitatore il pano­rama di un periodo davvero complesso in cui gli avvenimenti di maggior rilievo sono opportunamente illustrati.
È evidente che, tenuto conto dello speciale carattere del Museo, si è dovuta limitare l'esposizione ai pezzi più interessanti.
Armi, uniformi, elmi, copricapo, bandiere, incisioni, documenti, fogli volanti, dipinti ed oggetti vari sono suddivisi in quattro sale e, mediante alcuni accosta­menti, si è cercato di illustrare nel modo migliore gli aspetti comuni a tutte le guerre; ad esempio: stampa clandestina, vita dei prigionieri nei campi di con­centramento, atrocità, distruzioni, ecc. Non potendo qui, per ovvie ragioni, dire di ogni pezzo, ricordiamo i berretti del tenente Frigerio caduto ad Adua il 1 marzo 1896 e del capitano Alessandro Guffanti caduto a Derna il 3 marzo 1912; i dipinti di Aroldo Bonzagni, di Anselmo Bucci, di Augusto Colombo, di Max Guala, di Aristide Sartorio, di Edoardo Sola, di Luigi Zago, di Franco Dacquati, di Mario Casadei, di Alessandro Arosi o, di Olindo Mezzoli; la bandiera della corazzata au­striaca Viribus Uniti*; la bocca di rancio del sommergibile Pullino sul quale era imbarcato Nazario Sauro; la serie di elmi esposti nella vetrina centrale del­l'ultima sala; il binocolo e l'aneroide appartenuti a Cesare Battisti; le interessanti raccolte di fotografie, disegni e documenti illustranti la guerra 1914-1918 nei suoi molteplici aspetti e sui vari fronti, il secondo conflitto mondiale sul fronte greco;, africano e russo, ed infine, il contributo del C.I.L. e del C.V.I.. nella guerra di liberazione.
La fine dell'esposizione è segnata da due insegne di combattimento, lo sten­dardo dei paracadutisti della Folgore che operarono da Pizzoferrato alla libe­razione del Nord-Italia e la bandiera della 21a Brigata Fratelli Spazzoli delle for­mazioni partigiane Giuseppe Mazzini .
È qui mio dovere ricordare la signora Rosa De Marchi Curioni, l'Associazione Amici del Museo del Risorgimento, la Fondazione Marco e Rosa De Marchi, la Direzione delle Raccolte d'Arte del Comune di Milano, i dottori Paolo Arri goni, Stefano Canzio, Oreste Rizzini, Emilio Sioli-Legnani, l'architetto Renzo Gerla, l'ingegnere Luigi Pollastri, il geometra Natale Bianchi, il pittore Franco Dacquati che, in modi diversi, hanno egregiamente collaborato alla realizzazione del Museo.
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Se il riordinamento del Museo rappresenta il compito principale assolto que­st'anno dall'Istituto affidato alle mie cure, pure notevole è stato l'incremento delle raccolte bibliografiche e documentarle. Di particolare rilievo, l'affluenza di mate­riale riguardante Fattività clandestina dei partiti politici nel periodo 1925-1943, la guerra 1939-1945, la Resistenza e la questione economico-sociale In Lombardia.
Ragguardevole il dono di 130 litograne a colori di L. Raemaerkers illustranti uomini e vicende della guerra 19I4-1918. Le tavole recano la firma autografa del­l'autore.