Rassegna storica del Risorgimento

BANDIERA TRICOLORE ; REGGIO EMILIA
anno <1951>   pagina <501>
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REGGIO EMILIA E LA NASCITA DEL TRICOLORE
Roggio Emilia ba volato che si sentisse in questo congresso la voce di un rap­presentante della nostra città, la città del tricolore, che già nel lontano 1919 inviò con una sua delegazione a Trieste la bandiera ora esposta al Museo del Risorgimento. Sulla nascita del tricolore io riassumerò in breve sintesi il risultato delle indagini più recenti e in particolare di quelle effettuate nel 1947 da vari studiosi in occasione del 150 anniversario dell'avvenimento.
A Reggio Emilia, per sua naturale tendenza, portata sempre con passione verso ogni forma di progresso, le nuove idee della rivoluzione francese, avevano avuto una larga diffusione fra i nobili più illuminati, e in genere, fra gli intellettuali appoggiati da una larga massa scontenta della secolare servitù e di un governo debole e corrotto, quello di Ercole IH d'Este.
A Reggio, dopo le clamorose vittorie napoleoniche e al ravvicinarsi delle truppe francesi, nel 1796, si era avuto quel primo moto di ribellione violenta che ben presto si era propagato ad altre città dell'Emilia: Bologna, Modena e Ferrara, e aveva portato alla creazione della repubblica cispadana.
Era perciò naturale che, dai rappresentanti delle quattro città, si stabilisse di convocare a Reggio il congresso che doveva dare al nuovo Stato la sua costi* tuzione.
Il giorno 27 dicembre dell'anno 1796, infatti, nella sala costruita da poco e per altro uso, ma ampia e decorosa, con tre ordini di galleria per il pubblico, il con­gresso fu inaugurato con la presenza di 102 deputati eletti da assemblee di capi­famiglia delle quattro Provincie.
Le sessioni del congresso si svolsero con relativa tranquillità e sufficiente accordo fra i deputati; nelle giornate successive molte importanti delibere furono prese e, Ira esse, fondamentale quella che stabiliva che le quattro popolazioni formassero Una repubblica una e indivisibile rome un solo popolo .
Fu poi nella riunione del 7 gennaio successivo e precisamente durante la quin­dicesima sessione del congresso che, alla presenza di 100 deputali, formanti quello che si era definito il governo generale provvisorio , si giunse alla deliberazione di scegliere il tricolore come bandiera nazionale.
La proposta era partita dal doti. Giuseppe Compagnoni di Lugo di Ferrara, deputato attivo, promotore di altre importanti iniziative, e il congresso decretò;
Che si renda universale lo stendardo o bandiera cispadana di tre colori, verde bianco e rosso e die questi tre colori si usino anche nella coccarda cispadana, la quale debba portarsi da tutti.
Come risulta dai verbali conservati nell'Archivio di Stato di Milano, a Reggio nasceva quindi il tricolore come bandiera nazionale e nasceva in clima repubblicano, in quel clima di fervido entusiasmo per le idee di libertà per il quale il Foscolo definì Reggio Città animatrice d'Italia .
Dalla repubblica cispadana il tricolore passò allu Traspadana e, dopo la caduta della vecchia repubblica Veneta, sventolò a Venezia come poi a Vicenza, Verona, Padova, Brescia e Bergamo.
Nel maggio del 1798 la Cisalpina, con deliberazione ufficiale lo riconobbe come sua bandiera modificando soltanto la collocazione delle tre fasce che volle parallele
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