Rassegna storica del Risorgimento
REDIPUGLIA ; GUERRA 1914-1918
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1951
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Bartolomeo Mirabèlla
Gravi perdite subirono la 7* ed 8 comp. del II batt, (quest'aldina special" mente a cni. era stata affidata la bandiera del Reggimento), accorse a rinforzare la linea del canale occupata dal I bau., mentre l'artiglieria di Rcdipuglia con tiro a srappnell e a granata teneva ferme sulla altura soprastante le altre compagnie del li batt. ed il comando Reggimento.
Verso le ore 10, il comandante del Regg., ferito, lasciava la linea del fuoco, ma prima di partire aveva ordinato al II bau. la ritirata in posizione arretrata, per sottrarsi al fuoco dell'artiglieria avversaria
Il Comandante del II bau., assunto il comando inter. del Regg., disponeva che le truppe, che aveva sottomano, si ritirassero verso S. Pietro e con ordine verbale stabiliva che il I i>att. e le altre due Comp. del II bau. le seguissero. Ma la ritirata dal canale Dottori avvenne sul rimbrunire del 9, a piccoli gruppi, per non subire maggiori perdite. Nell'oscurità lugubre della notte si raccoglievano feriti e moribondi. Nella stessa notte i superstiti ai ritiravano a Turriaeo, bagnati ancora dall'acquazzone violento del mattino, stanchi e sfiduciali.
Tre ufficiali morti e undici feriti; 84 uomini di truppa morti, 274 feriti", 67 dispersi fu l'epilogo dell'impresa. Da parte austriaca non abbiamo notizie, ma le perdite dovettero essere quel giorno insignificanti in confronto a quelle italiane.
Fu un fatto fulgido di eroismi quel primo tentativo su Rcdipuglia die non ebbe la dovuta e meritata valorizzazione, forse, perchè, come scrive in una lettera un ferito della giornata, il 29 maggio 1924 , mettere in luce la realtà degli avvenimenti poteva portare il sacrificio di carriera ad alcuni Comandanti. Si fecero errori e ci fu, forse, anche, qualche colpa. Quanti combattimenti della prima guerra mondiale furono irraggiati di luce, ma non mancarono di viltà, che si aggravarono e moltiplicarono negli avvenimenti militari successivi, quando-la coscienza degli uomini era maggiormente attristita dall'egoismo personale.
Furono date ricompense elevate a chi non meritava forse, altri furono lasciati nell'oscurità. Non par vero a noi che Terrore di pochi guasti o diminuisca l'eroismo di tanti, come dice in una lettera un altro Comandante del 17 Fanteria, a proposito- del fatto d'armi di Rcdipuglia, il 3 giugno 1924. Crediamo però die possa infirmare il sentimento delle moltitudini, perchè non è la mancata ricompensa che turba la coscienza del meritevole, quanto il demerito' ingiustamente e spesso disonestamente ricompensato. Scriveva ancora il suddetto Comandante in una relazione dello stesso giorno, al Comando della Brigata Acqui, di lasciare l'episodio di Redipuglia nella sua tragica e leggendaria interezza di valore, senza diminuirlo Con allusioni ad errori o manchevolezze altrui che anche se avvenute (e purtroppo pare die lo siano) tolgono valore a ehi si è sacrificato e nulla aggiungono a chi è sopravvissuto. Ma lo storico esamina la realtà in tutti gli aspetti, rivela il bene e giudica il male, convinto che non la materialità del fatto, ma l'idealità del sacrificio è de che si attua nella storia, perchè, come dice S. Agostino: Bene utkur matls voluntatilms.
BARTOLOMEO MIRABELLA