Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno <1951>   pagina <511>
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Lettere inedite di Felice Venezian e di Roberto Ghiglianovich, ecc. 511
ciati , chiedendosi ai Delegati dei Comitati di rimetterei alla saggezza dei diri­genti, senza troppo indagare sulla effettiva natura di simili erogazioni.1) Era il minimo accorgimento cui si potesse ricorrere, in tempi di Triplice Alleanza, per non accrescere i sospetti absburgici ed evitare imbarazzi al Governo italiano.
Comunque, per quanto gravemente depauperato in diverse riprese, l'Archivio storico della Dante Alighieri conserva ancor oggi una preziosa documentazione di quanto fu operato in quegli anni; e debbo alla cortesia della Presidenza del l'Associazione se mi è possibile presentare oggi qui in questo Congresso che unisce i due nomi di Risorgimento e di Trieste alcune carte inedite, relative appunto alla magnifica attività del Venezian nel settore giuliano e a quella, non meno luminosa, di Roberto Ghiglianovich3) a difesa dell'italianità di Dalmazia.
Ma prima mi si consenta, per illuminare meglio la grande mente il cuore di Felice Venezian troppo presto rapito alla sua nobilissima battaglia8) di rievocare un episodio narrato dal Guerrazzi nei suoi citati Ricordi d'irredentismo. *)!
Verso il 1893, il Consiglio Centrale della Dante chiese al Venezian un concreto programma per l'erogazione dei fondi che la Società avrebbe potuto destinare alla tutela dell'italianità nella regione giulia. Felice, presi accordi con altri esponenti della Lega Nazionale l'Associazione in cui era rinata la Pro Patria -, fece pervenire al Guerrazzi un pro-memoria in otto punti, due dei quali appaiono particolarmente interessanti: quelli cioè che proponevano di elargire sussidi a giovani portati al sacerdozio, perchè avessero, in un secondo tempo, a svolgere propaganda nazionale tra i fedeli commessi al loro ministero ; e di sovvenzionare preti e suore che impartissero l'insegnamento della dottrina cristiana in lingua italiana. Particolarmente interessanti, diciamo, perchè il Vene­zian era israelita (mentre il cugino Giacomo s'era convertito al cattolicesimo e professava apertamente la nuova fede) e, per di più, libero pensatore, legato alla massoneria ed agli ambienti radicali: ma l'episodio prova quale fosse la larghezza di vedute del cospiratore triestino per il raggiungimento del supremo suo ideale patriottico.
E che egli nulla tralasciasse per tener desto il sentimento nazionale a Trieste e nell'Istria testimonia la seguente lettera tratta appunto dall'Archivio di palazzo iFJrenze. :, da lui indirizzata ad Arturo Galanti, che era succeduto al Guerrazzi
slorica al XXV Congresso, Roma, 1919, p. 25). Ma già nella discussione sullo statuto, ut sede di Consiglio provvisorio, fu necessaria tutta l'autorità del Bonghi perchè l'art. 1 suonasse: La Società Dante Alighieri si propone di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana fuori del Regno, anziché come era stato proposto dà! pia accesi irredentisti : si propone lo scopo di tutelare e diffondere la lingua, Ut cultura e il sentimento italiano dovunque sono Italiani fuori del Regno.
l> BAHUBBA, op. cii., p. 2<R
) Roberto Ghiglianovich, zaratino (1863*1930), dòpo avere svolto in patria un'intensa opera patriottica, nel 1915 riparò in Italia e si arruolò in Marina, rèndendo, preziosi servizi per la sua perfetta conoscenza del litorale dalmata. AI pari del Bar/i ini, aneh'ngli fu addetto alla delegazione italiana a Versailles e nominato senatore nel 1920.
3) Felice Vene/ian morì, cinquantasettenne appena. 1*11 settembre 1908.-
4] GUERRAZZI, op, cit., pp. 254-257. Gir. anche AI.HEB.TI M., L'irredentismo senza romanticismi, Como, 1936, pp. 183-384 o 287-288, dove si deplora che le proposte del Venezia fossero state respinte dagli elementi massonici della presidenza della Dante .