Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno <1951>   pagina <512>
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Renzo U. Montini
nella segreteria della Società.l) Era morto in Pirano il nob. Nicolò Venìer, e alla Dante avevano creduto trattarsi del conte Silvestro Venìer, podestà di Buje. Il Venezian così rettifica:
Aw. FELICE VENEZIAN
Trieste r
Via del Fontanone n. 1
5 novembre 1898. Carissimo,
Rispondo tosto alla cara Tua ricevuta in questo momento. Il Nob. Nicolò Venier di Pirano morto qui alcune settimane addiètro non ha nulla a vedere col f. Co. Avv. Silvestro Venier podestà di Buje e già presidente della Società Politica istriana (.attualmente presieduta dall'Avv. Matteo Banali di Rovigno, deputato a Vienna). Silvestro non è neanche parente del defunto, ed è lui che può conside­rarsi date le condizioni della provincia un pezzo grosso. Il defunto invece salvo per il suo carattere patriottico manifestato in ogni occasione con portico' lare energia e con ammirevole coraggio e per le sue prestazioni nel' suo Comune di Pirano non era un uomo particolarmente importante nella regione. Da poco tempo soltanto lo avevano eletto deputato alla Dieta istriana. Il povero Niooletto Venier era una bella figura di ardente patriotta e nulla più. Ma alla sua Pirano prestò efficaci servigi nell'Amministrazione Comunale e vi ogni opera umanitaria e politica.
Io cercai di provocare intorno alla sua bara speciali e clamorose onoranze perchè il povero Nicóletto aveva nel suo stato di servizio la campagna garibaldina del 1860 (Sicilia) e quella di Aspromonte; perchè con gli uomini nostri migliori era poi rimasto nell'emigrazione di Londra alcuni anni; e perchè s'era poi sempre distinto per una coraggiosa ed indomita intransigenza politica. Per questo i suoi funerali riuscirono una manifestazione addirittura imponente del pensiero' della nòstra provincia. Ma non credo si debba esagerare. Nicolò lasciò a Pirano la vedova ed alcuni figli. A Pirano si sentirà per un pezzo la mancanza di lui. Potresti forse mandare una riga di condoglianza a quel Comune (podestà Dott. G. liubba).
H rimanente della lettera è mi amaro sfogo al Galanti contro l'incomprensione che taluni Delegati al recente IX Congresso della Dante (Torino 1898) avevano dimostrato per la causa dell'irredentismo. Forse gli era spiaciuto anche il discorso del presidente Villari,2) il quale evidentemente per motivi di prudenza, essendo ufficialmente rappresentato al Congresso il Governo nella persona del. l'on. Zeppa,8) sottosegretario al Tesoro si era soffermato in modo speciale sull'emigrazioni; operaia e sulla questione sociale (ne abbiamo prima negato resistenza, Sabbiamo poi abbandonata a se stessa, per aspettare poi il momento
t) Arturo Calami resse la segreteria della Dame dal 1894 al 1900, quando tale carica, sino allora tenuta da un. membro del Consiglio Centrale, divenne una funzione retribuito. Egli continuò a sedere nel Consiglio* assolvendo incarichi di particolare importanza.
2) Pasquale Villa ri (1827-1917), l'insigne storico napoletano, deputato, sena­tore, ministro, presiedette la Dante dal 1896 al 1903, .
8> Domenico Zeppa da Veirulla (Viterbo), fu con Garibaldi a Montana. Visse lungamente in Egitto. Deputato per otto legislature, fu sottosegretario al tesoro nel 1898.1899.