Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno <1951>   pagina <514>
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Renzo U. Montini
politica fra gli italiani della Dalmazia con la seda a Zara. Salvi, Ziliotto1' e Ghiglianovìch saranno con altri buoni nella direzione ed i congrèssi si terranno alternativamente a seconda del bisogno nelle varie cittadelle della costa. Avremo così un organo anche laggiù per cooperare d* piani nostri in quelle regioni. Fra qualche settimana ti manderò una piccola memoria sull'Albania (incarico Ghiglianovìch) e forse ci troverai dentro delle cose che ai nostri governanti di Roma riusciranno nuove. Bisogna tu veda se ne faccia tesoro. E bisogna Tu faccia U miracolo di persuadere quella gente con tutù i mezzi di cui disponi che l'Italia deve prepararsi alla eventualità di una successione austriaca imbrogliata. Ti manderò fra qualche settimana alcune considerazioni- sulla situazione ungherese e sugli animi di laggiù, che mi faccia estendere da Guido (Angeli) sulla' base delle sue personali impressioni raccolte nel contatto con quegli uomini,. Ne farai l'uso che credi, e forse sarà cosa riservata a Te solo. Ma sopra tutto mi prème che tu prepari il terreno ad una strettissima intesa col Montenegro, È quello fi che ci condurrà a Trieste non solo, ma puranco ad estendere Vinflueetza italiana sull'Albania e su qualche particella della Dalmazia. Il Montenegro fino da oggi prepara la guerra. Ci sono 100.000 fucili nella Cernagora*) che non sono destinati davvero ai montenegrini! Ho avuto occasione di parlare un po' a lungo pochi giorni addietro cól Matassovich, ministro delle finanze montenegrine; ne ho confermato il mio convincimento sulle disposizioni politiche di quel paese. Per il caso che alla morte dell'Imperatore (Francesco Giuseppe) succedano guai interni, l'alleanza dovrebbe essere rotta sicuramente. Allora1, mentre l'Austria ha parate le sue frontiere, l'Italia sarà impreparata del tutto; e la migliore, la sola occasione sarà perduta di guadagnare i confini naturali e l'influenza sul­l'Adriatico. Bisogna dunque che il Governo questo intenda: prepari la difesa ai confini e l'intesa col Montenegro. Io sarei felicissimo di potermici imi/fischiare, perchè conosco tante trappole che si preparano laggiù, e vedo i preparativi che si fanno in Erzegovina ed in Bosnia,, che VAustria finge di non vedere e vede benissimo: ma che a Roma neppure si sognano di capire. Io credo che con lo zV Nicola3) me la intenderei prestissimo ; e credo, siccome credeva Mazzini mezzo secolo addietro, che Valleanza con gli Slavi meridionali sarebbe poco dopo quella tra noi, gli Slavi del centro e quelli del Nord*; e però garanzia per i
]) Ercolano Salvi, da Spalato, succedette al mirabile podestà Antonio Baja-monti quale capo del movimento italiano della sua ritta: confinato a Grate durante la guerra 1915-1918, mori di crepacuore all'indomani del trattato di Rapallo che assegnava Spalato alla Jugoslavia (novembre 1920), nello stesso giorno della sua nomina a senatore. Luigi Ziliotto (1863-1922), podestà di Zara negli ultimi anni del dominio austriaco e primo sindaco di Zara Italiana, egli pure senatore dal 1920. Insieme con il Ghiglianovich essi presiedettero la Società politica dal-mala . che affianco attivamente l'opera della Lega Nazionale nella difesa dell'italianità di Dalmazia
3) Orna-Gora, Montagna Nera, è il nome slavo del Montenegro.
3) Zi* Nicola è il popolare nomignolo con cui era designato in Italia il sovrano montenegrino, specie dopo le nozze di sua figlia Elena con Vittorio Ema­nuele. I rapporti tra l'ambiente irredentista e il Sovrano erano mantenuti special­mente da Eugenio Popovie D'Angeli (184-3-1931Ì. giuliano, che era stato suo condiscepolo. Garibaldino ad Aspromonte, Bezzecco e Mentana, giornalista principe, il Popovie fu a fianco di Nicola nella guerra turco-montcnegrina del 1877, per esserne nominato poi Console Generale e quindi ministro plenipotenziario a Roma.