Rassegna storica del Risorgimento
VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno
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1951
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pagina
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515
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Lettere inedite di Felice Venezian e di Roberto Ghiglianovich ecc. 515
nostri confini naturali, che quelli più non ci contrasterebbero; ed influenza politica ed economica nell'Europa del domani.
Batti, batti su questo tema. Ci sarà finalmente qualcheduno che capirà questo latino.
Che quella inontencgrina fosse mia pedina preziosa per tutta l'azione irredentista sull'Adriatico, non foss'aliro per l'ascendente che esercitava sul mondo degli Slavi meridionali il principe (poi re) Nicola, appare anche da una lettera che il Ghiglianovich inviava al Nathan da Zara due giorni dopo quella del Vene-zian che abbiamo testé riprodotto.
Vi ai ricorda come da sei anni durasse un accordo tra Serbi ed Italiani per conquistare insieme il comune di Ragusa, contendendolo alle aspirazioni dei Croati, sostenuti dall'Austria. Amministrazione municipale italo-sorba, la quale favoriva tutte le iniziative dell'elemento italiano (teatro, Lega Nazionale, banda cittadina, gabinetto di lettura, ecc.). Ora, causa la nuova legge elettorale comunale del 1897, dovevano rifarsi le elezioni in tutti i comuni dalmati, anche se non fosse spirato il sessennio di carica dei rispettivi Consigli, e il Governo austrìaco premeva perchè i Serbi si distaccassero dall'intesa con gli Italiani per favorire l'avvento di una amministrazione serbo-croata, affinchè a forza di dalli e dalli, come avutene nelle Provincie occupate x> questi bambinoni di serbi- possano tra-sformarsi in altrettanti croati, ovverosia austriaci, perdendo la loro coscienza nazionale e dimenticando ciò che dovrebbe essere il loro ideale!
Ve un unico mezzo continua il Ghiglianovich per stornare questo pericolo, e cioè che i Serbi di Ragusa ricevano un espresso divieto dal prìncipe Nicola ad ogni accordo elettorale con i Croati: Senza, ch'io mi dilunghi, Fìtta avrà già intuito l'immenso danno che a noi deriverebbe dalla conclusione a Ragusa di un'alleanza tra i serbi e croati; opperò, se ne ha il mezzo, colta massima urgenza (stante la brevità del termine non c'è un minuto da perdere) la supplico di far raccomandare quanto c'interessa ove Élla sa. Un'ordine categorico scongiurerebbe il pericolo; ma bisognerebbe arrivasse presto.
Sulla lettera c'è un'annotazione preziosa, di mano del conte Satini inia tei li: 2> spedito copta a Pelloux il 7 dicembre 1898 per la trasmissione*, e il generale Pelloux era, come tutti sanno, il Presidente del Consiglio dell'epoca.3)
Non era comunque la prima volta che i patriotti giuliani e dalmati contavano sull'appoggio del prìncipe Nicola per la difesa dell'italianità: perchè già un anno
3 Le Provincie occupate sono la Bosnia e l'Erzegovina, già turche, di cui l'Austria ai fece attribuire l'amministrazione dal Congresso di Berlino del 1878 e che poi si annette nel 1908, con una decisione unilaterale die pose in perìcolo la pace europea.
2) Il conte Donato Sanminiatelli (1876-1927), dapprima diplomatico è poi dedicatosi all'insegnamento del diritto, fu vice presidente della Dante dal 1897 alla sua morte. Si occupò in modo particolare di dirigerne l'attività irredentista e di seguire gli sviluppi della politica nell'Europa centrale e balcanica, grazie alle molte aderenze personali. Senatore dal 1923.
8} Luigi Pelloux (1839-1924), savoiardo, ministro della guerra col Rudini e poi l0l Gioii ili, legò il suo nome ad un riordinamento dell'esercito. Capo del governo dal 1898 al 1900, represse sanguinosamente l'insurrezione di Milano del 1898 e propose, per il ristabilimento dell'ordine pubblico delle leggi eccezionali che furono respinte dal Parlamento. Sciolse allora la Camera, ma le elezioni del 1900 gli furono contrarie e lo costrìnsero a lasciare la vita politica.