Rassegna storica del Risorgimento
MORANDI ANTONIO
anno
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1918
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pagina
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11
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DranmaUca fuga di Antonio Movami}, dalle carceri di Venezia li
tre cordoni: uno per il colèra morbus; l'altro pel contrabbando, ed un terzo per 200 coscritti che giorni fa sono disertati.
Vedendo che con tutte le mie belle ragioni e le più belle maniere non voleva andare avanti, e trovandomi si alle strette, lo presi colle brusche, gli diedi un urto che lo gettò quasi a capo volto ; gli comandai di andare a prora a prendere un remo e che con V altro io remeiei stando a poppa, gli dissi che io ero più pratico di M. detta, laguna e che vogasse sempre avanti a feSà allora mi disse:
È meglio che andiamo qui alla sinistra che è più corta per trovar terra .
Ebbene, soggiunsi, andiamo !
Suonavano le tre e cominciava già a far chiaro. Mi feci dare i suoi abiti che gli pagai con 60 svanzighe, e ci affrettassimo, che potessi sbarcare in terra avanti giorno. Non dopo molto cammino la barca toccava fondo e vedemmo, circa 50 passi da noi, soldati sulla riva a far la guardia. Mi tirai su fino aUe coscie i mie) larghi e sacidi pantaloni che mi aveva dato : un largo cappello dì paglia in testa, i lunghi miei capelli li ammassai dietro le orecchie, e prendendo due canne da pescare, che a caso erano dentro là barca, sbarcai sul fango e mi rivolsi là ove erano i soldati. Gli passai ipMinp: ci dassimo reciprocamente il buon giorno, è me ne tirai franco di lungo, come se conoscessi la mia strada, per andarmene a casa.
Poco distante da loro mi diedi.a traversare campi e mi diressi verso quelle montagne che all'occhio mi sembravano più vicine. Passai la Brenta vicino a Bassa no, e come temevo che a quel ponte vi fossero guardie di dogana e di polizia o gendarmi che domandassero ài passeggeri le loro carte, còsi io comperai da una casa di contadini due paia di galline ; le misi all'estremità del mio bastone che portavo sulla sinistra spalla e passai quel ponte, che in realtà seppi noi dopo che le guardie domandavano a quasi tutti M passaporto, essendo quel nume separazione di dipartimento.
A tarda sera arrivai alla vetta di quella montagna che domina quasi la città di Bassano. il mio corpo era stanco e lasso, la mia anima era ilare nel vedermi scampato da tanti pericoli. Mentre mi sedevo sopra un asso a contemplale la. bella piana della Lombardia tutta verdeggiante e ripiena di villaggi e città, un pò ver'omo, che per quel sentiero passava, mi domandò ove andavo, gli dissi: A mia casa . Mi chiese purè di ohe paese io era; gli dissi: * Svizzero . Allora fissandomi bene, e con aria compiacente e con aspetto leale, mi disse; Ah, caro amico, M sei forse un disgraziate* xm disertore !
Bd alle sue belle maniere ed al1 SUO ifeaneo parlare, sentii che non poteva essere ohe un galantuomo ; gli confessai essere vero