Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno <1951>   pagina <519>
immagine non disponibile

Lettere inedite di Felice Venezia n e di Roberto Ghigliamvich, ecc. 519
Il secondo è il memoriale Gh'iglianovicb, che riteniamo superfluo trascrivere per intero, ma di cui diamo i passi più significativi.
PRO-MEMORIA
DEL PARTITO AUTONOMO ITALIANO DELLA DALMAZIA CIRCA LE PROSSIME ELEZIONI AL REÌCHSHATH
Dopo avere esposto la situazione dello schieramento elettorale (due distinte frazioni del partito serbo, una delle quali ha offerto al partito croato un compro­messo, secondo il quale un serbo dovrèbbe essere eletto, con l'aiuto croato, nel collegio forese Knin-Dernis e un. croato, con l'aiuto serbo, nel collegio del grande possesso della Dalmazia), si dice che il 27 ottobre 1900 deve aver luogo a Zara un convegno di tutti gli esponenti del partito serbo <tper concertarsi sulla comune attitudine da prendersi in vista delle prossime elezioni parlamentari .
11 Pro-memoria continua affermando che a tale adunanza dovrebbero affluire numerosi i rappresentanti dei Serbi di Ragusa e delle Bocche di Catterò per opporsi ad ogni accordo con i Croati, ligi alla Monarchia austriaca; e che sarebbe invece opportunissimo un accordo con gli autonomisti italiani: in tal guisa, attesa la esiguità del numero del voti serbi nel collegio del grande possesso fondiario *) tra gli elettori serbi aderenti al Srpski-Glas , ogni idea di un compromesso croato-serbo per il collegio medesimo sfuggirebbe, e gli autonomi italiani potreb­bero sperare di veder riuscire un loro uomo in tale collegio, mentre è verisimile che i serbi dissidenti di Ragusa e Catturo voterebbero per il medesimo anziché per il candidato croato. Siccome però, per motivi locali, la simpatia dei serbi di Ragusa e Cattaro verso gli autonomi italiani si è in questi ultimi tempi smi­nuita, occorrerebbe esercitare la più alta pressione per determinarli al sopra accen­nato contegno. In compenso gli autonomi italiani potrebbero votare per un serbo nel collegio delle città meridionali.
Il documento si diffonde a questo punto sull'attuazione pratica di quanto sopra, aggiungendo che l'auspicato accordo italo-serbo potrebbe costituire la base per un futuro definitivo accordo tra serbi ed autonomi, il che servirebbe a porre un efficace argine contro la invadente marea austriaco-croata, tendente ad elimi­nare Telemenlo italiano sulla sponda orientale dell'Adiatico, ed alla soppressione della pura idea nazionale serba. E continua: Bisognerebbe però con riguardo alla imminenza dell'adunanza serba, 27 corr. ottobre agire con la massima, urgenza; e magari fin risèrva di applicare poi i dettagli del piano) di ordinare intanto ai serbi di Cattaro e Ragusa di influire perchè ogni deliberato definitivo sia sospeso nell'adunanza medesima. Si acquisterebbe così tempo perchè l'alta parola possa pia direttamente esercitare la sua influenza.
Il Sanrainiatelli non pose tempo in mezzo, e da Perignano (Pisa), il 18 otto­bre indirizzò al principe Nicola la seguente lettere, di cui è conservata la minuta negli archivi della Dante:
i) il collegio del Grande possesso comprendeva gli elettori che pagassero oltre 1000 fiorini annui di imposta fondiaria.