Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; GHIGLIANOVICH ROBERTO
anno <1951>   pagina <521>
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Lettere inedite di Felice Venezian e di Roberto Gitigli anovich, ecc. 521
coi abbiamo volato ricordare, sia pure in piccolissima parie, quanto la Dante ed i suoi uomini di qua e di là dei confini del 1866 abbiamo operato nel primo decennio di vita dell'Associazione, a difesa dell'italianità adriatica.
IL PLEBISCITO DI TRIESTE E DELL'ISTRIA
Gli italiani di Trieste e dell'Istria possono con ragione esclamare: abbiamo vinto! E hanno vinto, in nome dell'italianità, la maggiore delle battaglie finora impegnate contro di loro dagli slavi, irragionevolmente patrocinati dal governo di Vienna, A combattere tal battaglia concorse non la sola latria geografica, ma pure la liburnica e Pinsulare; e fu lotta etnica per i penati, contro l'intrusione di una stirpe straniera* Alla votazione ha dato carattere veramente plebiscitario, a conferma definitiva della vivace italianità di quelle regioni, la vittoria riportata dalla V curia, composta di tutti i cittadini, incensurati, maggiori di 24 anni.
Le elezioni ebbero luogo col sistema del doppio grado, e durarono un mese, da mezzo febbraio a mezzo marzo, procedendo da parte degli italiani con disci­plina mirabile, e colla calma di un popolo cosciente della dignità sua, senza un momento di esitazione o di timidezza di fronte alle minacele e violenze degli avversari, ed alla partigianeria manifesta di talune autorità.
Più difficile era la lotta nell'Istria, più sicura nella metropoli, a Trieste. Qui, tutti i cinque seggi al parlamento sono guadagnati dagli italiani, essendo certa anche relezione, nel territorio, di Leopoldo Mauroner contro il famoso caporione sloveno Nabergoi: sicché non potrebbe essere più completo il trionfo ottenuto, sui nomi di Hortis, Venezian, Combon, Angeli, Mauroner. ?5 Lo stesso Luzzatto, nazionale-italiano, soccombe dinanzi a Luigi Combon, uomo di carattere forte e indipendente. Significato più pronunciato non poteva avere questo slancio patriottico dei triestini, che è una affermazione solenne, indimenticabile. Trieste ha ripetuto, per la centesima volta forse, di voler mantenersi italiana, qual sempre fu e sempre sarà. ":
NelVIsiria, non ostante gli ostacoli maggiori, è assicurata la riuscita di tre deputati italiani sopra cinque; e il nome di Matteo Bartoli, rappresentante della Curia popolare istriana, è acclamato non meno di quello dell'Hortis. VIstria italiana avrà diritto d'ora innanzi ad un suo rappresentante effettivo nelle delega­zioni del Parlamento di Vienna. È un vantaggio notabile, per gl'interessi di quella nobilissima, simpatica regione.
La vittoria riportata in questi giorni dai comuni istriani, primi per data nel processo storico di svolgimento del libero Comune italico, è gloriosa quanto la loro storia. E bene meritano il saluto nostro, caldo e fraterno.
Sono i più bei nomi dell'irredentismo triestino: Attilio Hortis, Felice Venezian, Luigi Combon, Guido Angeli, Leopoldo Mauroner, tutti dirigenti atti­vissimi prima della e Pro Patria > e poi della Lega Nazionale , al pari dell'eletto dell'Istria, Matteo Bartoli da Rovigno. Il più noto dopo il Venezian, è certamente l'Hortis (1850-1926), direttore della Biblioteca civica di Trieste, dcpntato al Par­lamento di Vienna a partire dal 1897: nel 1915 riparò in Italia, dove fu apprez­za tiasimo consigliere del Governo per quanto si riferisse alla Venezia Giulia. Nel 1919 venne nominato senatore.