Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALISMO
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1951
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524
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Renaio Mori
usa, invece, uno stile sostenuto che si accende talvolta di fervore umanitario e religioso. !)
Accomuna, invece, i tre giornali fiorentini l'interesse, tutto nuovo per la stampa italiana, verso i problemi inerenti le classi operaie* l'aspirazione ad un riordinamento dell'assetto sociale italiano come parte di quello europeo, donde la tendenza a risolvere il problema politico italiano nel problema sociale europeo, ed infine la difesa e la diffusione delle dottrine socialiste.
Scrivo delle dottrine socialiste e non del socialismo perchè manca ai redattori dei tre giornali un preciso e concorde concetto di questo. Ciò che li trova tutti d'accordo è la protesta contro l'identificazione, comunemente sostenuta da moderati e da conservatori, fra socialismo e comunismo e la decisa condanna di quest'ultimo, che UAlba giunge a proclamare un mostro che deve essere abbattuto. Però, in che consista precis ani ente la distinzione fra i due movimenti ideologici non è chiaramente detto.
H pesciatino Andrea Luigi Mazzini nel libro De V Italie, stampato a Parigi nel 1847, ') aveva delineato, comparabilmente alla generale incertezza del tempo sui due concetti, una distinzione abbastanza precisa fra socialismo e comunismo definendo questo come ce l'ultima formula del principio di liberta, del principio rivoluzionario, ed insieme la formula iniziatrice dell'eguaglianza e della fratellanza dei popoli .... Pei comunisti il principio della verità e del bene, il principio logico e il principio sociale si fondano sul valore comune di tutti gli uomini e sull'identità positiva di soggettivo ed oggettivo. 3)
Senonchè il libro di A. L. Mazzini, per una inconsueta ostilità della censura toscana, che ne proibì l'introduzione nel Granducato, non ebbe larga diffusione fra gli elementi socialisteggianti toscani che, comunque, non azzardano mai una distinzione concettuale fra socialismo e comunismo e si limitano ad accentuare il diverso metodo seguito dai due movimenti per la realizzazione dei propri fini; legalitario quello del primo, rivoluzionario quello del secondo. Così, Il Popolano nel respingere la quasi totale identificazione fra comunismo e socialismo sostenuta dalla stampa dei soddisfatti, non trova altra argomentazione che quella di affermare che la razza dei socialisti è la più paziente, la più disprezzatrice della violenza che possa contenere nel suo seno una società. Le loro dottrine non ispirano che pace conciliazione ed accordo fra le classi sociali.4) A quest'ordine di idee assai vago sembra ricorra pure UAlba la quale a difesa delle dottrine socialiste osserva che esse ci hanno reso l'inapprezzabile servizio di rinchiudere in una via regolare, pacifica e razionale quei voti, quelle passioni, quei moventi che sempre in ogni luogo, in ogni tempo non sono stati espressi che con modi violenti e disastrosi. Solo vagamente accenna ad una contrapposizione fra comunisti e socialisti quando ricorda che questi ultimi hanno difeso in ogni occasione l'ordine e la proprietà minacciata da uomini di passioni disordinate con la quale espressione evidentemente UAlba indica i comunisti.s)
*) La Democrazia Progressiva cominciò a pubblicarsi il 21 novembre 1848 e cessò le pubblicazioni il 25/1/49, ebbe per direttore responsabile P. Bichi. Cfr. Un giornale socialista fiorentino nel 1848-49 di GIUSEPPE RONDONI, Estratto dalla Rivista d'Italia, die. 1914 pp. 920 e segg.
2) A. L. MAZZINI, De Vltalis dona ses ropports uvee la liberto et la civilisatìon moderne. Paria, 1847.
3) A. L. MAZZICT, De Vitali* eoe, II ed., Lipsia, p. 318.
4) Il Popolano, 20 luglio 1848, n, 64. *J UAlba, 16 marzo 1848, n. 172.