Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALISMO
anno
<
1951
>
pagina
<
526
>
526
Renato Mori
modo: e U secolo presente... vede, se non senza fremito, senza cercarvi un pronto rimedio la consacrazione della più grande ingiustizia nell'ineguale e dispotico reparto delle fatiche e di ricchezze fra gli speculatori e i produttori.
Per il produttore tutto è prefisso, per lo speculatore niente è impossibile; l'uno è il re della terra, l'altro è lo schiavo attaccato a perpetua e non fragile catena.l) Ora, secondo il giornale, è giunto il momento in cui è necessario porre immediato rimedio a tale stato di cose, e in questa convinzione concorda pure L'Alba che si fa premura di persuadere gli elementi borghesi ai quali si rivolge, che è giocoforza abbandonare pacificamente quei privilegi che ormai la maturità sociale del popolo ha reso insostenibili e che un principio di solidarietà cristiana fa apparire inumani. Si tratta appunto di riordinarla (la famiglia umana), scrive il giornale del La Farina, di correggere i difetti, di togliere gli abusi che la tenevan schiava dell'arbitrio, del dolore, dell'avvilimento. Questo riordinamento è inevitabile. Se voi vi ci adattate docilmente sarà tutto pacifico ... se invece non vi riuscisse di adattarvici ed anzi vorreste rinchiudervi nel vostro egoismo ostinandovi a non far nulla o a far poco per paura di dover fare poi troppo, badate di non trovarvi, poi, costretti ad obbedire violentemente a questa necessità ... 2)
Le richieste di riforme sociali sono espresse ripetutamente e con vivo linguaggio, ma sono pur sempre richieste di riordinare l'assetto sociale e di correggerne i difetti non già pretesa di sovvertirlo. Manca, cioè, una assoluta condanna del sistema borghese e si avanza solo la richiesta di abolirne gli abusi e di attuare entro di esso un miglior trattamento per le classi operaie per le quali non si pretende un'assoluta uguaglianza con i ricchi, ma il conseguimento del benessere economica Erroneamente i borghesi, scrive La Democrazia Progressiva, credono che il socialismo tenda ad atterrare il presente ordine sociale mentre non è che una teoria più avanzata della felicità pubblica che anticipa nelle sue previsioni i futuri miglioramenti della società. 3) Ancora una volta nel benessere economico, definito felicità pubblica e talvolta, con più fiduciosa espressione, felicità universale, è individuata la meta ultima del socialismo. E questa finalità edonistica, tipicamente settecentesca, rivela il carattere e la derivazione di queste correnti ideologiche sviluppatesi verso il 1848 in Toscana.
IL Indubbiamente gli scrittori socialisti europei della prima metà del 1800 furono più o meno superficialmente conosciuti in Toscana (La Democrazia Progressiva pubblica, fra l'altro, scritti del Considerant e del Fottrier), ma l'intonazione gene, rale degli scritti dei socialisti toscani del 1848 (ad eccezione di quelli di A. L. Mazzini, maturati a contatto di più vaste esperienze europee, che rivelano una derivazione hegeliana) riflette principi ed atteggiamenti decisamente illuniinistici. Tale è l'intento edonistico attribuito al socialismo, tale il riformismo progressivo auspicato per conseguire questo intento, tale il filantropismo umanitario che informò il pensiero dei socialisti toscani del 1848, tale, infine, lo stesso linguaggio usato da costoro che risente in modo evidente della luminaria settecentesca. Inoltre l'influenza illuministica si riscontra, pure, nelle spiccate tendenze individualistiche, proprie ai socialisti toscani
l) Il Sabatino, 24 dicembre 1847, n. 36.
n L'Alba, 28 maggio 1848, n. 234.
3) Lo Democrazia Progressiva, 22 novembre 1848, n. 1