Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <527>
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La stampa social isteggiante {radicale) nel 1848-1849 527
del 1848. L'affermazione che costoro fossero intinti di paternalismo è inesatta-l) Permane, auzi, in loro quella sfiducia tipicamente settecentesca verso ogni forma d'intervento statale nel campo economico che trae origine da una concezione atomi­stica, individualistica della società anche se è giustificata con pretese leggi naturali. La Democrazia Progressiva spinge a tal punto questa convinzione da definire funesta quella tendenza che trascina lo stato ad eseguire da se medesimo quello che i particolari possono fare come lui, meglio di lui, perchè la centralizzazione degli interessi e delle intraprese è nella natura del dispotismo e la natura della repub­blica non ammette il monopolio. 2) Con eguale severità si esprime il Montazio nei confronti della statalizzazione delle industrie che avrebbe, a suo giudizio, l'effetto di trasformare gli uomini in tante macchine, in passivi strumenti dello stato.3)
Respinta in tal modo, in linea di massima, ogni forma di nazionalizzazione dei mezzi di produzione e di scambio e rispettato il principio della proprietà individuale! per ottenere il frazionamento delle grandi proprietà, e con esso attuare una migliore e più diffusa distribuzione della ricchezza, ai socialisti toscani del 1848 si presentò quale unico mezzo l'imposta unica progressiva sui beni fondiari e pure questa propo­sta anche se avanzata da altri utopisti del secolo XIX è notoriamente di derivazione fisiocratica. 4) Né qui si fermano le influenze illuminìstiche perche anche nella con­cezione dell'azione politica i giornali in esame si dimostrano ancora attaccati a. preconcetti aristocratici d'impronta settecentesca. Il Popolano per precisare il concetto di governo democratico si domanda: dobbiamo intendere tale quel governo caduto dall'alto in basso; divelto dalla mano di quelle classi più vicine al suolo e meno di tutte eserci­tate ai generali pensamenti ? Il Cielo ne liberi! Sarebbe questa una perigliosa chi­mera, sarebbe demagogia, sarebbe dareilpoteze a coloro che aver non possono né lumi per comprenderlo né tempo per esercitarlo. Quello che deve desiderarsi, che deve inten­dersi è che la democrazia si componga della testa, del corpo e delle membra, vale a
*) La pretesa dei socialisti toscani del 1848 che anche ì rapporti economici fos­sero aperti all'azione moderatrice e regolatrice dello stato non deve essere considerata come un ritorno al paternalismo assolutistico perchè a fondo di questo erano conside­razioni utilitaristiche e di potenza mentre il socialismo quarantottesco ha finalità umanitarie-individualistiche. L'unico elemento comune fra il socialismo e il paterna­lismo, nelle sue manifestazioni economiche, è la pretesa della mobilità dei fattori della produzione ad opera dello stato ma ciò non porta, sotto alcun aspetto, ad avvi­cinare i due movimenti perchè, pur provocando sempre l'intervento statale nel campo economico e il conseguente restringimento della sfera di libera iniziativa individuale, detta pretesa si atteggia e si configura in modo diverso a seconda del fine al quale è
subordinata.
a) La Democrazia Progressiva, 6 dicembre 1848, n. 7.
s) TI Popolano, 4 aprile 1848, n. ....
4) L'imposta progressiva sui beni fondiari è proposta da Giuseppe Ricciardi su II Popolano, n. 26, del 20 aprile 1848, il quale ripeterà la sua proposta su alcuni Pensieri ristampati nelle Memorie autografe di un ribello, Parigi 1857, p. 379. Il Ricciardi, che conosceva il Fonrier* il Saint Simon e il Buonarroti, non riteneva neces­saria l'attuazione del Comunismo, Cfr. R. TREVES, La dottrina Sansimoniana nel pensiero italiano del Risorgimento, contributo alla stori della filosofia sociale' in Italia nella prima metà delsec. XX, R. Università di Torino, Memorie dell'Istituto Giuridico, serie II, 13, Torino, 1931.