Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <533>
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La stampa socialisteggiante (radicale) nel 1848-1849 533
e degli uomini dì genio in una santa armonia, ij ma forse, L'Alba avverti come in pratica dette associazioni miste erano poco idonee a difendere gli interessi di una classe sociale e pertanto, in attesa di un migliore riordinamento sociale, consigliò di ricorrere agli istituti di beneficenza e a quelle pie case di lavoro embrione informe sì, ma che può dare, ove sia condotto a perfezione, quei pubblici lavoratori, che ora proclama la repubblica francese. *) E da queste pie case di lavoro alle associazioni operaie di assistenza e di mutuo soccorso che nel decennio successivo ebbero notevole sviluppo e costituirono i primi centri di diffusione del socialismo operaio, il passo era breve; nello stesso anno O. Turitelli e Raniero Barbaccianis Fedeli ne proponevano ai toscani la costituzione. 3)
V. Tanto il Popolano che L'Alba si mostrarono sempre sicuri di poter con-tare sull'approvazione della grande maggioranza del popolo toscano e considerarono la corrente moderata come un piccola minoranza di conservatori che solo per merito o meglio demerito di una legge elettorale antidemocratica avevano ottenuto una larga rappresentanza in parlamento.4)
Poiché in Toscana mancava un partito politico organizzato, su quali elementi i collaboratori dei due giornali fondassero la loro ottimistica convinzione non è dato stabilire. Probabilmente essa era stata ispirata dai moti popolari che esplosero qua e là per la Toscana e con maggiore frequenza e violenza a Livorno ed era stata, poi, raffor­zata da un elemento di carattere psicologico. Avvenne, cioè, che l'avversione e il ti­more delle classi ricche per ogni timido accenno a novità sociali, e l'uso, prodotto da questo timore, di qualificare per socialista qualsiasi movimento, dimostrazione e richiesta che assumesse una lieve sfumatura sociale, aumentarono a dismisura nel timore dei conservatori e nella speranza dei radicali l'effettiva consistenza del movi­mento socialista. Comunque, data per certa la maggioranza degli elementi demo­cratici nel paese mentre nel parlamento la maggioranza seguiva la corrente moderata, L'Alba e II Popolano, sono indotti a distinguere frapaese legale, preoccupato solo di conservare un sistema di privilegio e di sfruttamento e paese reale, aspirante, invece, ad un rinnovamento morale e sociale della nazione. Da questa dissociazione, L'Alba, con una interpretazione rivoluzionaria della legalità, trae la conclusione della neces­sità di sciogliere il parlamento onde, nel tempo stesso fare giustizia alle giuste esi­genze della nazione ed assicurare il trionfo del principio democratico, rappresentato dalla maggioranza dei cittadini, a dispetto del principio aristocratico rappresentato dalla maggioranza dei parlamentari.5)
Quanto queste considerazioni venissero ad incidere sul prestigio del sistema rappresentativo e venissero ad avvalorare le prevenzioni anticostituzionalistiche dei reazionari, sembra sfugga a L'Alba che ritiene eliminabili i lamentati difetti del sistema mediante Ut concessione del suffragio universale. Le nuove elezioni, però, si tennero a novembre secondo la vecchia legge elettorale e i risultati ripeterono so-
*) Il Popolano* 20 loglio 1848, n. 64.
2) L'Alba, 16 marzo 1848, n. 172.
3) Cfr. R. UAKOACCIANIS FEDELI, Proposte Balle società di mutuo aoccorso ai Toscani, Firenze, 1848, 0. TURITELLI, Lettore sugli Istituti di Beneficiensa Toscani.
*) L'Alba. 17 nov. 1848, n, 375. S) L'Alba, 17 nov. 1848, n. 375.
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