Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
anno <1951>   pagina <547>
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UN INEDITO SAGGIO DEL SISMONDI SUI PROBLEMI DELL'ECONOMIA TOSCANA ALL'INIZIO DELL'OCCUPAZIONE
FRANCESE DEL 1799
Il primo fratto dell'attività giovanile del Sismondi è costituito dai suoi studi sull'agricoltura toscana, studi che furono da lui raccolti in volume, a Ginevra, nel 1801. 1) Ma il suo soggiorno in Val di Nicvole, presso Pescia, dove nel 1794 ebbe ad acquistare un podere per la famiglia, abbandonando la città natia fra le minacele del Terrore, fu ben altrimenti fecondo per la sua formazione spirituale. È probabilmente fondata l'affermazione del miglior biografo del Sismondi il De Salìs, eie attribuisce la scelta del rifugio s> toscano, fatta dal giovane gine­vrino, ad un motivo già romantico: riscoprire, in Toscana, la patria degli ante* nati , o meglio dei supposti antenati, che egli credeva di individuare nei Sismondi di Pisa.2) Certo è che l'Italia gli appariva fin dal 1798 (se consultiamo i suoi inediti studi politici di quell'epoca) nella veste di antica madre di civiltà e di libertà: in quella veste di cui egli l'ammanta poi nella grande Histoire des Répu-bliques italiennes au Moyen age. La libertà antica, frutto di una spontanea elaborazione, di un costume di vita originale, quale può definirsi in modo ini mitabile attraverso una tradizione particolare ad ogni popolo comincia a riva* leggiare nella sua .mente con la libertà uniforme e livellatrice, mortificante per Ogni spontaneità individuale, portata in tutta Europa dalle truppe della Francia liberatrice. I contatti che egli avrà a partire dal 1802 con Mme de Stael e col gruppo di Coppet, non faranno che approfondire quest'iniziale intuizione e accen­tuarne il rilievo.8)
Giova ricordare, a questo punto ed è merito del Rappard l'averlo fatto pre­sente in un suo recente studio che il Sismondi fu in un certo senso un autodi­datta, poiché aveva dovuto abbandonare, sedicenne appena, il corso regolare dei suoi studi, iniziati a Ginevra. Lo costrinsero a questo le necessità familiari, e vi fu certo anche spinto dalle tendenze diffuse nell'ambiente ginevrino: egli non si occupò soltanto di amministrare il podere acquistato in Val di Nievole, ma fu anche com­messo di banca a Lione, in quegli anni, almeno per un breve periodo. Non gli mancarono dunque gli stimoli ad interessarsi di vari aspetti della vita economica, e specialmente potè utilizzare, quando ridivenne studioso, una precoce esperienza del mondo del commercio, una esperienza che non era ristretta ad una sola regione o ad una sola città. Per di più, ricordiamo che le vicende della Rivoluzione, scon­volgendo anche la vita della sua Ginevra, l'avevano portato, con la famiglia, in Inghilterra, fra il 1793 e il 1794: qui si era dedicato a studi politici ed economici, che gli rivelarono almeno due elementi essenziali di quello che sarebbe stato il suo mondo intellettuale: il valore della tradizione costituzionale inglese, e lo
1> Tableau de l'agriculture toscane, Genève, Pascboud, an IX.
z) Il De Salis non documenta la sua affermazione e sopravaluta in genere certe influenze che si esercitarono soltanto più tardi sul pensiero del S.: cfr. la recensione di C. PEI-LECHINI al suo stadio in Giorn. stor. delia Leu. hai., voi. CI (1933) pi 1S1 e segg.
8> Cfr. C. PELLEGRINI, 72 gruppo di Coppet, ecc. in Annali Se. normale fura, 8, II voi. Ili, 1934; R. RAMAT, Sismondi e il mito di Ginevra, Firenze 1936.