Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
anno
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1951
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550
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550 Ettore Passerin
II Fossombroni cercava insomma dì giustificare l'indifferenza dei toscani, tessendo l'elogio del paterno ed illuminato governo Iorcnese; cercava di fondarsi su questa constatazione di futio, per convincere il Bonaparle a non estendere all'intera Toscana l'occupazione già attuata manu militari quanto al porto di Livorno. Ma il suo stesso temperamento, e la sua educazione politica lo portavano ad esser partecipe di quello stato d'animo indifferente o scettico, di fronte ad una libertà assai diversa da quella che poteva germogliare sul terreno dell'assolutismo illuminato. Il Sismondi credeva invece alla possibilità, anzi alla necessità di una libertà nuova , benché non si adattasse poi in tutto a riceverla dagli eredi della Rivoluzione francese: proprio per questo egli non era disposto a giustificare uno stato d'animo passivo o indifferente di fronte ai fatti del 1796 o del 1799; era semmai disposto ad invocare l'indulgenza degli amis de la liberté, ad invocarla in nome della gran massa del popolo toscano, ma valendosi di argomenti affatto opposti a quelli del Fossombroni, accusando cioè quel regime politico che aveva portato i toscani alla servile apatia, all'inerzia di cui ormai era difficile liberarli:
Il ne faut pas juger trop sévèrement un peuple qui, au moment où l'on vient rompre scs fers, ignore encore tout le prix de sa liberté, qui balance à l'achetcr par des grands sacrifices pécuniaires, et qui ne sait voh* d'autre bonheur et d'autre gioire que celle d'accumuler trésors sur trésors. Les Républicains ilorentins agisse! ent, je le sais, avec plus de grandeur d'ame: mais lorsqu'ils prodiguoient leurs riebesses pour reprimer l'ambition de Ladislas de Naples ou de Philippe Marie de Milan, ils avaient déjà joui pendant trois siècles des avantages d'un gouver-nement républicain, et l'energie pati-ioti que qui leur faisait sacrifier leurs biens comme leurs personnes à la défense de la liberté... ne sait plus nous étonner.J)
Queste parole appassionate non sono dettate soltanto da un momentaneo entusiasmo: si può leggere, nell'epistolario sismondiano pubblicato così degnamente dal Pellegrini, la bella lettera del 18 dicembre del 1803 una lettera che ha già destato anche l'interesse del Rota.2) Qui non si parla soltanto dei toscani, ma degli italiani in genere, e si constata con affettuosa tristezza che essi sono incapaci di quell'entusiasmo morale, che è un po' il mito del buon ginevrino preromantico, erede di Rousseau: Parrai ces hommes qui comprennent si mal les hautes pensées et les sentiments généreux, il reste cependant encore une secrète admiration pour dee vertus et un dévoument dont il sont incapables . Non è certo un elogio del carattere indiano, ma è una tipizzazione che risponde ai gusti del tempo, al nordicismo se il termine è lecito e al ginevrismo dell'autore: è la virtù attiva del calvinista ammodernato che pesa la sua superiorità sull'inerte apatìa che par generata da una duplice servitù religiosa e politica. La Corintie di Madame de Siaci calcherà le stesse orme: ma come viaggiatrice italiana, al Sismondi che la seguiva in carne ed ossa, comineierà ad apparire troppo egocentrica, troppo severa anche nel giudicare i costumi del popolo italiano, col quale non sapeva familiarizzarsi.8)
Torniamo ad analizzare ora le premesso ideologiche su cui si fondano i giudizi espressi dal Sismondi nel suo scritto del 1799. Possiamo ripetere, che il substrato ginevrino del suo liberalismo non esclude un'esplicita e sincera adesione
1) Ms. cit* p. 1.
2) E. ROTA, // problema Ual. ecc., in Studi su G. C. L. Simmuli ecc., Roroa-fs.-iliii/.'.iia, 1945, p. 75 e segg.
3> Cfr. Epistolario, Firenze, 1933, I, pp. 36-7; 56.