Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
anno <1951>   pagina <551>
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Un inedito saggio del Sismondi sui problemi, ecc. 551
al messaggio universalistico implicito nei principi dell'89: il sottinteso limite di località e di ceto* che si lega alla vecchia liberti da lui non rinnegata, cerca in tondo di sublimarsi in un'apologia della- spontaneità e dell'individualità crea* trice. Tutto questo non è detto chiaramente nello scritto economico che stiamo per analizzare, ma possiamo riferire un brano estremamente significativo di un inedito studio politico, steso quasi contemporaneamente, se non andiamo errati: Consuhons... l'histoire des nations libres, nous y verrons qu'en prenant pour base les axiomes immuables de la politique et de la raison, chacuhe d'elies a pu élever un édifice adapié à Bon genie, à ses circostances, et à ses moeurs; nous y verrons que malgré Pétonnante variété de leurs constitutions, toutes ont pu ciré libres, antant qu'cllcs ont respeeté ces axiomes... . *)
Nello scritto economico del 1799 una breve appendice contiene roventi parole contro le frodi commesse da subalterni corrotti dell'esercito repubblicano: ma conclude dicendo: Duisse la Répnblique réfréner cet abus odieux, et rappeler an désintércssement et au patriotisme des hommes qui souiUent leurs exploits par le plus odieux des vices .2)
Non è dunque un contro-rivoluzionario che parla : il liberalismo del Sismondi può aver qualche tratto in comune con l'atteggiamento spirituale del suo compa­triota e contemporaneo Mallct du Pan, ma c'è molta distanza fra le reciproche posizioni di fronte alla realtà concreta. Il Sismondi, come Benjamin Cosiant, vivrà nell'orbita della cultura e della politica francese almeno fino ai tempi del Conso­lato: Malici du Pan, come Francis d*Yvcrnois, aveva invece già accettato di com­battere per la libertà inglese , se non per gli odiosi emigrati, e si era insomma inserito in pieno nell'azione contro-rivoluzionaria.
H Sismondi desidera, nel caso specifico della libertà toscana, di veder na­scere un'attiva collaborazione fra la nazione-guida, nella quale ancora confida, e il popolo che si deve destare a nuova vita, riprendendo il filo delle sue antiche tradizioni repubblicane. Si rivolge ai francesi come francese (e lo era formai* mente, dopo l'annessione di Ginevra alla Francia) per indicare loro quali sono le risorse del paese, e quale politica economica sembra a lui più indicata per. risve­gliare specialmente le attività commerciali e industriali da quella sorta di sonno letargico in cui le ha piombate la crisi di quegli anni, e soprattutto la scossa subita per l'occupazione di Livorno. - In molti punti si mostra fedele ai principi del liberismo economico, a cui si è accostato attraverso lo studio di diversi autori, ma soprattutto attraverso l'opera di Adamo Smith, da lui asplicitinnente citato e lodato. In altri punti però sembra risentire di influenze eterogenee, e finisce per presentare
1) Ma. di., p. 45. 3T
2) Su Mallet dn Pan e sul Mercuri lìritannique, vedi gli accenni precisi di W. MATUSI in Enddop. Hai., voi. XXII p. 24; sui rapporti fra il Sismondi e B. Constant, C. PELLEGRINI, -tei*, ined. di B. Constant al S., in Pegaso, a. IV. n. 12 (die. 1932), p. 641 oltre alle opere già citate dello stesso Pellegrini e del De Salis; per a Siaci, P. KOHLEB, Mme de Stael et la Suisse. Paris, 1916; buoni dati biblio­gràfici in C. CORDIE", B. Constant, Milano, 1946, oltre agli scritti del Constant e della Stael puhbl. dallo stesso.
3) può essere interessante ricordare che una relazione del ministro toscano Corsini, invinto al Direttorio nel luglio del 1796, poco dopo l'intervento francese a Livorno, contiene un accenno a commercianti svizzeri, ed ih specie ginevrini, che furono notati in quel porto, e sospettati di voler approfittare della situazione: speravano di trarre qualche utili-.- dalla rovina di Livorno, F. PERA, Curiosità Uv. ects., Livorno, 1888, p. 446.