Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
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Ettore Passerài
e no a confiscare un dodicesimo dei beni su cui è stato intimato; si è gettato nella costernazione ogni manifattore, ogni commerciante anche amico, e toscano* si è provocata l'evasione probabilmente definitiva dei capitali che vivificavano l'economia toscana. *)
Il Sismondi si diffonde sui particolari di questo sequestro e fornisce, a tal proposito, dati assai interessanti sulle impreviste conseguenze che ne derivano:
Tout le commerce d'imporiation de la Toscane était fait avec dea capitan-; étrangers, celni des marchandises des Indcs, et des manufactores du Nord par les Anglais; celni du levant, cclui des graines de Naplea, d'Egyple et de Sicile, par des Juifs Orientaux, des Grecs et des Siciliens, celni des manufactnres d'Alcmagne par les Aulrichiens. Tous ces capitanx confisqnés ou mis à couvert doivenl tlispa-raitre, et le commerce d'importation doit on tomber, ou etre désormais soutcnn par des capitanx Toscana, qui ne sont que trop nécessaires ailleurs. Les seuls coni-merces d'importation faits avec des capitarne francais ou neutre sont, cclui des Boieriea de France, qui fait conenrrence à celui de Toscane, et accélère sa ruine, celni des montres et joaiJIeries de Genève, et celui des fromages et des toiles de Suisse. Le commerce d'exportation est aussi presque tout soutenu par dea capitaux étrangers; les Grecs et les Juifs y ont une part considérable; presqu'aucnne mar-chandise n'est exportée sur des vaisseaux Toscana, presqu'aucnne n'est vendue à crédit par des Toscans en pays étranger. La Toscane exporte ses papiers et ses soies à des nations peu industrienses et peu riches. Les Anglais et les Orientaux avaient succède à Livourne aux Hollandais et se faisaient comme enx les facteurs de toutes les nations. Dès qu'ils relirent leurs capitanx, le commerce d'exportation de la Toscane doit etre suspendu, à moins qu'elle ne le lasse avec ses proprcs fonda .2)
Queste notizie che il Sismondi ci fornisce sull'intervento di capitali stranieri nell'economia toscana hanno il merito di rispecchiare una diretta esperienza; hanno però anche un lato negativo, in quanto non poggiano su rilievi effettuati metodi* camente e con basi statistiche. Contengono senza dubbio un certo margine di soggettivila, e quindi di errore, poiché si fondano senz'altro sull'apprezzamento empirico di commercianti con i quali il Sismondi era in contatto. Non possiamo disprezzare tuttavia delle notizie che ci son fornite da un osservatore attento, per un periodo che, come è noto, non consente l'uso di fonti copiose, né di statistiche: questo è tanto più vero per l'Italia e per la Toscana in specie, considerando che neppure le preziose inchieste leopoldine, del 1766, mentre consentono di avere un quadro d'insieme delle condizioni dell'industria in Toscana, e persino di vedere, attraverso un preciso censimento, come si riparte hi popolazione fra vari impieghi, non gettano luce sulle attività commerciali, e soprattutto sulle persone ohe hanno in mano . mezzi per esercitarle.8) Per l'entità delle importazioni e delle esportazioni, già il noto saggio sulla Toscana di Gian Rinaldo Carli utilizzava preziosi clementi forniti da colui che allora dirigeva la Dogana di Fisa, e che doveva divenire il maggiore e il migliore fra ì ministri di Pietro Leopoldo: Francesco Maria Gianni. Quest'ultimo ha lasciato fra le sue carte, utilizzate da alcuni sin-
i) M*. eie., p. 9: lo ZOBI perviene a conclusioni analoghe, nel suo sguardo retrospettivo, in Manuale, eco, eie, p. 263.
2) Ms. cit., p. 7.
8) Si vedano i dati pubblicati dal DAI. PANE, in appendice alla sua Storia del lavoro in U. dagli inizi del sec. XVlll al 1815, Milano 1944, p. 399 e egg.