Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
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1951
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Un inedito saggio del Sismondi sui problemi, ecc. 555
diosi dì storia economica, dall'Anzillotti al Da) Pane, albi elementi che ci consentono di pervenire a certe conclusioni.1) Ma né il Gianni, né il Febbroni, né il Biffi Tolomci, nessuno insomma degli economisti leopoldini che hanno lasciato degli scritti sulle condizioni dell'industria e del commercio toscano nell'ultimo Settecento possono renderci superflui i dati e gli elementi di fatto che il Sismondi viene a fornire nel suo breve scrino del 1799, illuminando soprattutto il momento critico degli inizi dell'occupazione francese e chiarendo il nesso che stringe la orisi del commercio a quella, sempre più grave, delle manifatture, delle industrie2)
...jusqu'au commerce intéricur, jusqu'aux manufactures étaient alimentécs par des capitaux étrangers et ennemis, Les juifs oricntaux font peut-etre à eux seuls la sixsiéme partie du commerce intérieur de l'Italie; ce som eux qui avancent à leu compatriotes établis dans toutes les petite vìlles les fonds qui circulent avec tant de rapidité entre les mains de ce Pcuple industxieux, Les manufactures. ressentent l'influence des capitaux étrangers que des notions riches et conimer-gantes versent sans cesse dans les pays où de grands profits leurs sont offerts. Non seulcmcnt Ics manufacturiers toscana vendaient pour -ontani, et redoublaient ainsi l'activité de leurs capitaux, en les réalisant aussitdt que leurs produits étaient commcrciables. Ils avaient meme l'usage de recevoir des avances des marchands en gros ou de I'exportateur, et de travaillcr ainsi sur un capital qui ne leur appar-tenait pas... L'on verrà par la suite que la manufacture de soie, qui fait vivre tant de milliers de toscana, ne possedè pas 500.000 écus en circulation, mais ces 500.000 écus se reproduisent et s'accroiBsent sans cesse .8)
Non seguiamo il Sismondi nelle sue successive argomentazioni fondate talora direttamente sul testo di Adamo Smith, a cui si riferisce, perchè interessano piuttosto lo studioso della formazione delle idee sismondiane che lo storico dell'economia toscana. Basti ricordare che già nel sottotitolo del suo saggio egli affaccia delle pretese dottrinali, dichiarando cioè che egli vuole impostare la trattazione di tre questioni di economia politica, studiando la situazione toscana. In realtà, il problema principale che egli affronta si riassume nel quesito che egli formula pure inizialmente: quali sono i mezzi per ridestare l'attività delle manifatture?>. Secondariamente poi egli cerca di rispondere alla domanda strettamente connessa all'accennato quesito che costituisce anche il titolo del secondo capitolo del saggio: La nation doit-eUe scconrir le commerce, ou soulager les particuliers indi-gens?4) La risposta che egli dà a se stesso e al lettore si definisce nell'ambito di un indirizzo economico produttivistico che poggia tutto sulla libera inizia tiva e tende per un verso a scioglierla da certi vincoli, ma d'altra parte anche a proteggerla con un intervento dall'alto non più conforme ai canoni smithìani. Non è forse eccessivo dire che già in questo scritto giovanile il Sismondi si presenta a noi, secondo la bella definizione di Luigi Einaudi, come economista
3) Cfr. A. ANZI LOTTI, L'economia toscana e l'origine del movimento riformatore del Meo, XVIti, Firenze, 1916; Piccola o grande proprietà nette riforme di Pietro Leopoldo, ecc., in Bull, senese di st. patria, 1915 ; L. DAL PANE, La questione del commercio dei grani nel '700, ecc., Voi. I, Parte generale. Toscana, Milano, 1932: oltre all'opera già citata.
3) F. M. GIANNI, Scritti di pubblica economia, voli. 2, Firenze, 184849; G. FAR-BUONI, Scrìtti di pubblica economia, Firenze, voli. 2,1847 ; M. BIFFI TOLOMEI, Esame del commerciò attivo toscano, Firenze, 1792.
*) Afa. eh., pp. 8-9.
<sf; Ms. eh., p. 14.