Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
anno <1951>   pagina <556>
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Ettore Passerin
appassionato: la passione politica e la passione filantropica si conpiunpono assieme per trascinarlo oltre i limiti del liberismo ortodosso a cui è per tanti rispetti ancora legato.1)
L'economista appassionato si rivela infatti nella preoccupazione che si può dire dominante in ogni pagina dello scritto economico del 1799: quella di venire incontro agli urgenti bisogni delle classi povere e lavoratrici su cui si fanno sentire più direttamente le dolorose conseguenze della crisi del commercio e del­l'industria. Val la pena di anticipare, a questo proposito la pagina conclusiva del saggio, dove il Sismondi si domanda cos'è possibile fare per il bonheur de la Toscane, e risponde in questi termini:
Il faut nourrir et {aire travailler le pauvre ; dans la détresse actuelle, on ne peut avoir recours qu'aux riebes proprietaires, mais ce n'est pas en lem* interdisant tonte reforme dans leur maison, en les obligeant à tenir sur pied Ics memes domes-tiques, à vivre dans les villes, et avec le meme faste, qu'on obtiendra d'eux le soulagement de la nation. Qu'ils se retircnl au contraire dans leurs campagnes... qu'ils consacrent toutes leurs épargnes à faire travailler des ouvriers productifs, d'utiles artisans... II est tei particulier de Florence qui, pour obéir aux ordres de la Municipalité maintienl à grand frais dix fainéants dans son antichambre... Si tous les riches, tous les ex-nobles de Florence, de Pise, de Bienne, de Pistoia, reduisaient leurs dépences annuelles à un millier d'écus, et employaient le reste de leurs revenus à défricher leurs terres, il n'y aurait plus d'homme en Toscane qui demandai du trava.il et qui n'en trouvàt pas, et en dépit de la guerre et des malbeurs. la population et les richesses de ce pays seraient bientót redoublées . ~?
Questo, il programma attuabile puntando su di un risorto patriottismo, su di un più vivace spirito d'iniziativa da parte dei privati specialmente dei ricchi proprietari: se qualcosa di ingenuo vi è nell'accorata esortazione, si potrebbe però accostare le parole del Sismondi al testo assai significativo del Biffi Tolomei, che non'era mosso dallo stesso entusiasmo politico, ma semmai da un semplice entusiasmo economico: la fede liberista. Il Biffi Tolomei dichiara nel 1792 che la salvezza dell'economia toscana risiede nel risveglio dello spirito d'iniziativa, e pur contando assai poco nel l*eroicità degli uomini, che vede tutti intesi al loro privato interesse, esorta coloro che ne hanno i mezzi, i nobili e i ricebi campagnoli , a versare con più fiducia i loro capitali nelle manifatture e nel commercio della seta particolarmente. Abdicando in parte alla sua fede liberista egli chiede poi anche al Sovrano di intervenire coi suoi provvedimenti per creare quel concerto fra le due classi produttrici degli artigiani e dei campagnoli che non può stabilirsi partendo unicamente dal libero giuoco degli interessi e delle iniziative individuali. *) Queste considerazioni del Biffi Tolomei, svolte nel suo
" L. EINAUDI, S. economista appassionato, in Riv, di stor. ecan. Torino, gin gno 1941, p. 127; c.fr. anche il bel saggio di P. JANNACCONE nel voi. di Studi sul S. pubbl. per il 1 centenario (Romu-Bellinzona, 1945, pp. 193-242).
2) Ma. eh., p. 46.
8) M. Birri TOLOMEI, op. eh., pp. 161 e segg., a p. 176 scrive: i danari della Toscana sono per la minor parte in mano di pochi Nobili Fiorentini,, e per la maggior parte dei Campagnoli arricchiti dopo la Legge Frumentaria, due .Gl'assi di Persone aliene dalla Mercatura... I Campagnoli... sono ancora più alieni dal soccorrere i Setajoii, ed ogni altro Abitante in Firenze. Sullo squilibrio fra città e campagna il S. non si sofferma e non mostra di conoscerò nessuno degli scritti degli economisti leopoldini.