Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TOSCANA ; SISMONDI, JEAN CHARLES L?ONARD SIMONDE DE
anno <1951>   pagina <557>
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Un inedito saggio del Si smondi sui problemi, ecc. 55*1
Esame del Commercio attivo toscano del 1792 non restarono forse ignote al Si-smondi e potrebbero avergli servito come modello per l'ispirazione eclettico-empirica e nell'insieme decisamente produttivistica. Ma veniamo all'altra parte del programma esposto dal Siamomi! nel suo breve saggio: quella in cui pone l'accento non più sull'iniziativa individuale, e sul privato interesse, ma sul diretto intervento del potere pubblico, volto a stimolare le attività produttrici e soprat­tutto le preziose industrie che impiegano le braccia di tanti lavoratori. Un aiuto agli indigenti, somministrato attraverso distribuzioni di viveri o di danaro si con­suma immediatamente e fomenta il vizio dell'inerzia già così radicato nella plebe cittadina; gli aiuti accordati al commercio si riproducono e generano attività: e centomila scudi prestati a un mercante di drappi di seta non serviranno soltanto a soccorrere lui, i suoi commessi e coloro ch'egli impiega per il trasporto delle sue merci; si affretterà a convertire questa somma in stoffa; il suo capitale rim­piazzerà quello delle manifatture, renderà l'attività ai tessitori di seta, ai tintori, ai filatori, ecc. .* I lavori pubblici intrapresi a spese e ad iniziativa dello Stato per eli­minare la disoccupazione sembrano al Sismondi ugualmente pericolosi sotto l'aspetto economico per lo scarso rendimento dei lavoranti, e sotto l'aspetto politico per gli eventuali giochi di influenze che potrebbero esercitarsi a favore di possibili intra-prenditori demagoghi. Ricorda infine l'esempio infelice del lavori promossi dal cac­ciato Granduca al molo di Livorno due anni innanzi.2) Conclude in questi termini:
C'est ainsi que l'economie publique, finterei de l'hunianitc, celui des niceurs, e.t celui de la linerie, s'unisscnt à prescrire au souverain d'aider le commerce, aulieu d'offrir des secours pernicleux aux individua réduils à l'indi gcnce.3)
Poiché il Sismondi considera le manifatture, e specialmente quella della seta, come elemento essenziale per la ripresa economica della Toscana, è comprensibile il particolare interesse col quale egli si occupa di varie proposte di salvataggio di queste attività: il governo potrebbe, scrive, comprare le stoffe che i fabbricanti non riescono a smerciare in questo momento critico, ed immagazzinarle, oppure istituire una banca per aprire dei prestiti ai manifattori. Sembra però che il metodo pio. consigliabile sia quello dei premi di produzione, che egli ha visto dar buona prova in Inghilterra: benché non siano da ignorare gli inconvenienti, sottolineati nel classico testo dello Smith:
Adam Smith... en pulvérisant le systèrae mercantile a fait voir tous Ics facheux effets des primes sur l'exportation. Celle que je propose étant sur la production... atirait moins d'in con vénients; je ne l'offre pas cependant cornine un moyen d'enrichir l'Etat, mais au contraire cornine un sacrifice nécessaire au soulien d'nne classe nomhreuse et indigente.-*)
Soggiunge che si tratta soltanto di una misura di circostanza , da sopprimere appena il commercio sarà nuovamente libero.
Dopo aver dedicato un intero capitolo allo studio delle condizioni della mani­fattura della seta, e dopo aver raccolto in un ulteriore paragrafo delle notizie più precise sull'industria della seta in Val di Nicvolc, ) il Sismondi parla dell'industria della corta, che dà molto a sperare, dice, trovandosi nel pieno vigore della giovi-
i Ms. cit., p. 15.
2) Ivi, p. 18.
3) Ivi, p. 19. ? M P 23-
6) Vedilo in appendice.