Rassegna storica del Risorgimento
LUCANIA ; STORIOGRAFIA
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1951
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Tommaso Podio
Accanto al feudatario, che gradatamente viene sostituito dai suoi amministra* tori, accanto ai rari liberi professionisti ed al numeroso ed invadente clero,1) la maggioranza della popolazione vive in uno stata di miseria morale economica e sociale. Legati alla terra, questi servi non conoscono ne la proprietà reale, né la personale: coltivano un terreno che non è loro e sono tenuti a versare il prodotto quasi interamente nelle mani del padrone che è sempre, immancabilmente, il feudatario o il prete,2)
Abituata a qualsiasi sacrificio, la popolazione rurale lavora assiduamente, ostacolata dalla insalubrità del clima, dalla infertilità del terreno e, soprattutto, dalla continua, inestinguibile avidità dei proprietari terrieri.3)
*) Non meno potente della minoranza feudale era il clero il quale, nel territorio del regno di Napoli, possedeva beni immobili per un valore, in moneta odierna, di circa 125 miliardi di Iure e da cui riscuoteva una rendita annua di oltre nove milioni di ducati, pari a circa cinque miliardi di lire odierne.
Sebbene non sia possibile stabilire il numero esatto della popolazione ecclesiastica nel Regno di Napoli nel secolo XVIII (cfr. NICOUNI, Aspetti della vita italo-spagnola nel Cinque ù Seicento, Napoli, Guida, 1934, p. 306 seg.), da un manoscritto medito del 1732 (Alcune riflessioni intorno al presente governo di Napoli ecc., scritto da anonimo e conservato dalla Società di Storia Patria Napoletana) apprendiamo che il quinto della popolazione del Regno, oscillante allora tra i cinque e i sei milioni di abitanti, era costituito da ecclesiastici de' due sessi tanto secolari quanto regolari. Questa cifra deve essere, probabilmente, molto esagerata. Il Genovesi, intorno al 1760 nelle sue Lesioni di Commercio, scriveva che la popolazione ecclesiastica del Regno, sebbene fosse già molto diminuita, si aggirava intorno alle centomila persone. Secondo le statistiche del Galanti vivevano nel Regno 56.000 preti, 51.800 monaci, 24.600 monache, senza tener conto dei conservatori. Secondo i calcoli dello SCHIFA (// Regno di Napoli sotto i Borboni, Napoli, Pierre 1900, p. 626) vivevano nel Regno circa 75.000 ecclesiastici; secondo i calcoli dello SCADUTO (Stato e Chiesa nelle Due Sicilie dai Normanniai nostri giorni, Palermo, 1887, p. 653) si aveva un prete ogni 92 abitanti, un frate ogni 167, una monaca ogni 208. Cfr. SIMIONI, Le origini del Risorgimento in Italia Meridionale, Messina, Principato, 192, voi. I, p. 33, e Nrrri, Nord e sud, Torino, 1900, p. 138.
In Basilicata la forza numerica ed economica del clero non differenziava da quella delle altre provincie del Regno: verso la fine del secolo XVIII nei 127 centri abitati della Basilicata vi erano 7 vescovadi, 12 seminari, 116 conventi, 17 monasteri e 5 conservatori di donzelle.
La città di Matera, sede del Preside della Provincia, nel 1759, su 3159 fuochi contava 248 preti, oltre i frati e le monache, e del suo territorio, circa 40.000 ettari di terreni, ben 30.000 circa appartenevano olle chiese ed ai monasteri. Molitcrno, nel 1729, aveva 32 preti, 4 subdiaconi, 6 accoliti su appena 2000 abitanti. In un paese di appena 4000 ab., come Pignola, vi erano ben 70 preti e 150 canonici. Cfr. RACIOPPI, Storta dei popoli, cit., voi. cit., p. 403.
A Lagonegro, nel 1791, su 4918 ab. risultano un centinaio di preti oltre una trentina di cappuccini ; cfr. PESCE, Storia della città di Lagonegro, Napoli, 1914, p. 274.
In Grottole, che era un paese di circa 1000 abitanti, la sola chiesa dei SS. Luca e Giuliano era retta, nel 1726, da 25 canonici, 3 diaconi, 2 subdiaconi, 6 accoliti. La rendita annua di questa cappella era, nel 1753, di ducati 1120,20. Cfr. AKDREUCCI, Una pagina di storia patria: Grottole attraverso i secoli, Napoli, 1910, pp. 124 e 63.
A Saponara di Gru mento, nel 1742, vi erano 42 preti (RACIOPPI, loc. cit.), ed il clero di Muro Lucano, nel 172I8Yaveva una rendita annua di ducati 1403,57. Cfr. MAR-TUSCELM, NumÌJitnmc e Muro Lucano, Napoli, 1896, pp. 321-322.
*) l'n.AivciEHi, La Scienza della Legislazione, Napoli, 1783, voi II, p. 140.
*) WINSPEARE, Storia degli abusi feudali, Napoli, 1811.